Eternity è il nuovo film della casa di produzione e distribuzione A24, diretto da David Freyne e distribuito in Italia da I Wonder Pictures. Nel cast Miles Teller, Elizabeth Olsen e Callum Turner.
Dopo una vita trascorsa fianco a fianco, Joan (Olsen) e Larry (Teller) si spengono a distanza di una sola settimana. Un intervallo minimo, quasi simbolico, che permette loro di ritrovarsi rapidamente in un aldilà concepito come spazio di transizione, dove ogni anima dispone di sette giorni per scegliere con chi condividere l’eternità. Per i due coniugi la decisione sembra scontata, frutto di decenni di amore e complicità. L’equilibrio si incrina con l’arrivo di Luke (Turner), il primo marito di Joan, caduto nella guerra di Corea e rimasto per sessantasette anni in attesa di poter riabbracciare il suo grande amore. A Joan si apre così un dilemma tanto intimo quanto universale: lasciarsi sedurre dal richiamo della passione giovanile o restare fedele a un legame costruito nel tempo, solido e profondo, che ha resistito agli anni e alla vita stessa. Eternity si interroga sulla natura dell’amore, ponendo una domanda destinata a riecheggiare per tutta la durata del film. Un interrogativo che si arricchisce progressivamente nelle molteplici sfaccettature che definiscono le relazioni umane: dall’attrazione alla competizione, dalla gelosia all’altruismo, fino alle loro più sottili ambiguità. Al centro del racconto c’è Joan, interpretata con notevole sensibilità da Elizabeth Olsen, chiamata a confrontarsi con una scelta impossibile: decidere con quale dei suoi amori condividere la sua eternità. A rendere il dilemma ancora più lacerante interviene il fattore tempo. In questa dimensione di passaggio tra la vita e l’eternità, alle anime sono concessi solo sette giorni per determinare il proprio destino. Una scelta irrevocabile, che non ammette ripensamenti: sbagliare significa precipitare nel vuoto, uno spazio sospeso e senza coordinate, dominato da un’oscurità perenne che diventa la materializzazione della paura di restare soli per sempre.
I due pretendenti non potrebbero essere più lontani l’uno dall’altro, quasi incarnazioni opposte di un’idea d’amore. Luke (Callum Turner) è affascinante, atletico, impetuoso: un amore interrotto brutalmente dalla morte durante la guerra di Corea ha cristallizzato la sua relazione con Joan in un eterno presente. Il suo carisma esercita un richiamo potente, reso ancora più irresistibile dalle regole dell’aldilà, dove le anime assumono l’aspetto e l’età del momento in cui hanno conosciuto la massima felicità in vita. Un dettaglio che rende la tentazione difficile da ignorare. All’estremo opposto si colloca Larry (Miles Teller), incarnazione di una tenerezza discreta e quotidiana. Pacato, leale e profondamente devoto, è
stato il compagno con cui Joan ha condiviso oltre sessant’anni di matrimonio, costruendo un legame fondato sulla complicità e sulla cura reciproca. Sul piano puramente estetico non può competere con Luke — una mancanza che gli è stata spesso rinfacciata — ma è proprio la sua capacità di mettere la felicità di Joan al di sopra di tutto ad aver reso il loro amore autentico e duraturo. Questa dicotomia si riflette anche nelle rispettive visioni dell’eternità: Luke immagina un aldilà montano, verticale e impetuoso come il suo carattere, mentre Larry predilige l’orizzonte aperto e rassicurante del mare. Due spazi simbolici, due modi opposti di intendere l’amore e la vita — o ciò che ne resta oltre la morte.
Eternity è un film intelligente ed elegante, capace di affrontare temi complessi come l’amore, il trapasso e la competitività insita nelle relazioni affettive con uno sguardo brillante e mai appesantito. Sostenuto da un cast di grande livello, in cui spiccano in modo simpatico anche le figure dei Consulenti dell’Aldilà, il film riesce a muoversi con naturalezza tra profondità emotiva e leggerezza narrativa. David Freyne sceglie la satira come chiave espressiva per esplorare la natura sfaccettata dei legami amorosi, utilizzandola non come semplice espediente comico, ma come strumento di riflessione. Al centro del racconto resta una domanda tanto semplice quanto profonda: è possibile far convivere amore e felicità per l’eternità, senza che uno finisca per soffocare l’altra? Un interrogativo che Eternity lascia aperto, accompagnando lo spettatore ben oltre i titoli di coda.




