Categoria: Festival

  • Sestriere Film Festival e Cinema Sportivo 2026: il programma

    Sestriere Film Festival e Cinema Sportivo 2026: il programma

    Festival Internazionale del Cinema Sportivo (21-25 Luglio 2026)

    Organizzato dall’Associazione Cinema e Arte, il Comune di Sestriere, il Consorzio Turismo Sestriere con il contributo del Consiglio Regionale del Piemonte, il patrocinio della Città metropolitana di Torino e Regione Piemonte,  l’evento dedicato al  Festival Internazionale del Cinema Sportivo del Sestriere è in programma per il secondo anno dal 21 al 25 luglio 2026  presso la Sala cinematografica Fraiteve, la prestigiosa Casa Olimpica e il bar QB di Sestriere.

    Tra realtà e cinema, tra vita e finzione, lo sport rappresenta sempre una grande passione per l’attività fisica dove le suggestioni delle immagini in movimento creano una manifestazione ricca di emozioni che danno vita a cortometraggi e  film  giunti in concorso.

    I premi e i valori al centro della manifestazione

    Il Festival premierà i talenti capaci di trasmettere emozioni attraverso le immagini dello sport; l’edizione si aprirà con la serata inaugurale di presentazione e si concluderà con il Gran Galà dello Sport durante il quale verranno consegnati i premi ai registi vincitori ed agli ospiti presenti.

    Oltre  alla competizione cinematografica verrà presentato un concorso fotografico che presenterà al pubblico alcuni scatti di gesti atletici di particolare intensità espressiva e inoltre saranno assegnati riconoscimenti a protagonisti del mondo dello sport, di società sportive e federazioni.Tutte le iniziative proposte sono ad ingresso libero ed hanno come obiettivo la celebrazione dello sport e dei suoi valori come la dedizione, la lealtà, il rispetto degli avversari e delle regole.

    Il Festival rappresenta l’unico appuntamento italiano che, attraverso il cinema, presenta film da tutto il mondo, dedicati allo sport tramite l’invio di una bando internazionale e aggiunge valore al territorio di Sestriere, di Torino e del Piemonte già protagonisti da anni ai massimi livelli internazionali nell’organizzazione di eventi sportivi.

    L’evento patrocinato dalla Commissione Europea, dalla Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Automobile Club Torino, Gruppi Sportivi Fiamme Gialle, Csain(Centri Sportivi Aziendali e industriali).

    La conferenza stampa del Sestriere Film Festival 2026 presso il Museo del Cinema di Torino

    Il programma delle proiezioni e i premi speciali

    I giurati hanno esaminato ben 1435 film provenienti da 37 nazioni diverse, selezionando le 7 opere finaliste; per il concorso fotografico, invece, tra le 93 proposte arrivate da tutta Italia, i commissari ne hanno ammesse solo 14 alla fase finale.

    L’apertura ufficiale è prevista per il 21 luglio alle 21.00 presso il Cinema Fraiteve con il film fuori concorso Il tempio della velocità, seguirà il 22 luglio alle 21.00 con Cent’anni di moto Guzzi, il 23 luglio proiezione film in concorso Maratona Film Sport, il 24 luglio il film fuori concorso Nino Benvenuti una leggenda italiana e il 25 luglio alle ore 11 presso la Casa Olimpia si terrà la premiazione degli atleti militari e registi e a seguire il Premio Sestriere Sport Awards 2026 a Costantino Rocca, la leggenda del golf italiano.

    Sestriere Film Festival 2026: cinema, cultura e grandi imprese nel cuore delle Alpi

    Dal 1° al 9 agosto 2026, Sestriere torna a trasformarsi nella capitale internazionale del cinema d’alta quota con la 16° edizione del Sestriere Film Festival. Organizzata dall’Associazione Montagna Italia, la manifestazione si conferma un punto di riferimento unico per alpinisti, registi e appassionati, unendo l’anima sportiva della località piemontese a un ricchissimo circuito di appuntamenti culturali a ingresso libero. L’evento desidera evidenziare l’importanza che la montagna riveste in quanto portatrice di significati di significati quali memoria, lavoro e identità. 

    Il palcoscenico principale è il Cinema Fraiteve – la sala cinematografica più alta d’Europa a 2.035 metri di altitudine – che ogni sera, dalle ore 21.00, ospiterà sullo schermo le opere selezionate per il concorso internazionale. Quest’anno la giuria, presieduta da Piero Carlesi, ha selezionato 17 pellicole tra le oltre 80 pervenute, pronte a contendersi la vittoria e ad arricchire la Cineteca del Festival.

    Scena del documentario The Quest Everest proiettato al Sestriere Film Festival 2026

    I capolavori sul grande schermo

    The Quest Everest di Alex Harz: una pellicola straordinaria che va ben oltre il racconto della classica scalata. Harz immerge lo spettatore nella cultura locale di Katmandu e restituisce profonda dignità al ruolo e alla spiritualità degli sherpa, figure che la narrazione confina spesso a semplice folklore.

    L’ultima spedizione della regista Eliza Kubarska: il documentario indaga sul mistero della scomparsa di Wanda Rutkiewicz, icona dell’alpinismo femminile mondiale, seguendone le tracce fino alle vette del Kanchenjunga per esplorare la forza e i segreti della sua ultima, drammatica impresa.

    Eventi speciali, scienza e spiritualità

    Il programma del Sestriere Film Festival non si limita alle proiezioni, ma offre un fitto calendario di incontri ed eventi collaterali divisi in tre sezioni. Inaugurazione in musica: la serata del 1° agosto sarà impreziosita dal concerto della celebre Fanfara della Brigata Alpina Taurinense. Scienza e ambiente: mercoledì 5 agosto si terrà un focus sull’inquinamento luminoso in collaborazione con il GAL EVV, accompagnato dal cortometraggio Starlight – è notte: riabitua i tuoi occhi, per sensibilizzare sulla salvaguardia degli ecosistemi notturni alpini. Cultura tibetana: dal 4 al 7 agosto, in collaborazione con il Centro Studi Buddhisti Giang Ciub, due monaci buddhisti tibetani realizzeranno dal vivo un Mandala Sacro della Pace presso Casa Olimpia, con il tradizionale rito dello scioglimento previsto per il tardo pomeriggio del 7 agosto.

    Fotografia, letteratura e territorio

    Grande spazio anche alle altre arti con la conferma delle trenta immagini finaliste del concorso fotografico Spirit of the Mountain – che possono essere votate direttamente dal pubblico – e con la seconda edizione del Premio Letterario Internazionale “Racconti di montagna-Sestriere Film Festival 2026”, organizzato dall’Associazione Montagna Italia in collaborazione con il Centro Studi Cultura e Società che quest’anno ha visto una sezione speciale dedicata a Sestriere e ben 16 racconti selezionati tra i 98 giunti in segreteria.

    Per chi vuole vivere la montagna in prima persona, dal 2 al 9 agosto torna l’iniziativa gratuita “Cammina con il Festival”: otto escursioni mattutine guidate per esplorare i sentieri adiacenti al Colle. Il gran finale è previsto per domenica 9 agosto a 2.300 metri di quota presso il Rifugio Alpette con il concerto “Vanoni Vive”, un tributo a Ornella Vanoni eseguito dal soprano Silvia Lorenzi.

  • Gran Paradiso Film Festival 2026: Programma e Ospiti

    Gran Paradiso Film Festival 2026: Programma e Ospiti

    Gran Paradiso Film Festival 2026: Natura, Cinema e Grandi Spunti di Riflessione

    Il cinema naturalistico non è mai stato una semplice finestra documentaristica sul mondo, e la nuova edizione del Gran Paradiso Film Festival sembra volerlo dimostrare con una forza straordinaria. Dal 27 luglio al 9 agosto 2026, lo splendido scenario del versante valdostano del Gran Paradiso tornerà a trasformarsi in un enorme laboratorio culturale a cielo aperto con una programmazione che intreccia cinema naturalistico, incontri, arte, memoria, scienza, turismo culturale e partecipazione del pubblico. Organizzato da Fondation Grand Paradis sotto l’ispirata guida artistica di Luisa Vuillermoz, l’evento spegne quest’anno 29 candeline, confermandosi come il terzo festival di cinematografia wildlife più longevo del pianeta.

    Scena del documentario Whispers in the Woods

    Il Tema: Oltre il Semplice Documentario

    Il filo conduttore scelto per il Gran Paradiso Film Festival 2026 è tanto affascinante quanto cruciale: “Dominio e coesistenza“. Non si tratta di una banale celebrazione della bellezza paesaggistica, ma di un viaggio nel cuore delle dinamiche relazionali della natura – preda e predatore, cooperazione e scontro, libertà e controllo – che inevitabilmente finisce per interrogare lo spettatore sul nostro modo di abitare la Terra e cosa significa rispetto del territorio. I numeri, del resto, parlano di un festival in salute e dalla chiara vocazione internazionale: ben 102 eventi complessivi, 80 proiezioni e una selezione durissima che ha visto l’iscrizione di 244 pellicole, con 14 prime nazionali e 3 assolute diffuse tra svariate località della Valle d’Aosta (come Cogne, Introd, Valsavarenche e Villeneuve) e 168 ore di streaming online e 3 mostre. 

    I Grandi Nomi: Dai César agli Oscar

    Per gli appassionati di cinema, il programma dei lungometraggi è semplicemente imperdibile. L’apertura a Cogne è affidata a Le Chant des Forêts del celebre fotografo e regista Vincent Munier, reduce dal trionfo ai César 2026 come Miglior Documentario e dalla Genziana d’oro a Trento. Un’opera visiva magnetica basata sulla pazienza e sull’arte dell’appostamento tra le foreste alsaziane.

    Altrettanto atteso è Pangolin: Kulu’s Journey di Pippa Ehrlich, già premio Oscar per My Octopus Teacher. La regista sudafricana sarà presente a Cogne il primo agosto per raccontare il delicato percorso di un cucciolo di pangolino sottratto al bracconaggio: una storia di cura e rinselvatichimento che esplora con delicatezza ed emozione il legame profondo tra uomo e animale. Ad arricchire la selezione ci saranno altri sguardi unici, dai conflitti uomo-orso di Pericolosamente vicini di Andreas Pichler fino a viaggi straordinari alla scoperta di giaguari, tartarughe e micro-ecosistemi.

    Scena del documentario Pangolin Kulu's Journey proiettato al festival

    Cultura Diffusa e Spazio al Pensiero

    Il festival non si ferma allo schermo. C’è grande attesa per la sezione De Rerum Natura, che trasforma il festival in una vera e propria piazza di pensiero pubblico. Tra gli ospiti di spicco spiccano l’economista Carlo Cottarelli, le grandi figure istituzionali Giuliano Amato e Marta Cartabia, la fisica Fabiola Gianotti (già direttrice del CERN) e lo zoologo Luigi Boitani, che affronterà lo spinoso tema della coesistenza con i grandi predatori, fondamentale proprio per le comunità alpine.

    Non mancherà lo spazio per i talenti locali con il progetto Cordata 4061, incentrato sull’alta quota vista da quindici giovani alpinisti valdostani accompagnati da guide del territorio che hanno vissuto l’esperienza tra bivacchi, creste e ghiacciai del Gran Paradiso trasformandola in tre cortometraggi intensi, e il cortometraggio Prima dell’Aurora di Chiara Zoja, dedicato alla memoria della partigiana Lola. Completano il quadro tre mostre d’arte diffuse sul territorio come quella di Barbara Tutino che presenterà il Cantico della Creature nelle Cappella di Ponte della Tina.

    Gran Paradiso film festival 2026: Come partecipare e votare

    Il pubblico avrà un ruolo attivo: la storica Giuria del Pubblico assegnerà infatti lo Stambecco d’Oro, mentre la sezione GPFF Online consentirà la visione e il voto in streaming dal 2 al 7 agosto. Un appuntamento imperdibile che unisce grande cinema, impegno civile e amore per l’ambiente. Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti a tutti su prenotazione tramite i siti www.gpff.it e www.grand-paradis.it e l’app Visit Gran Paradiso. 

  • CinemAmbiente 2026: tutti i vincitori e i film premiati della 29°Edizione

    CinemAmbiente 2026: tutti i vincitori e i film premiati della 29°Edizione

    Si è conclusa l’edizione 2026 del Festival Cinema Ambiente, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, che da quasi trent’anni mappa le evoluzioni del documentario ecologico mondiale. I film presentati a Torino provenienti da tutto il mondo hanno dimostrato come il cinema militante contemporaneo preferisca abbandonare i freddi dati statistici per puntare tutto su una travolgente e profonda esperienza umana. Di seguito la lista dei premi CinemAmbiente 2026.

    CinemAmbiente 2026 premi: Premio miglior documentario

    Il prestigioso Premio Asja per il miglior documentario della sezione internazionale (del valore di € 5.000) è stato assegnato dalla giuria — composta come Jason Box, Gabriele Crescente, Lena Herzog, Kohei Saito e Cristina Piccino — allo straordinario Nuisance Bear di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden (co-produzione USA/Canada/Regno Unito).  Un’opera capace di mostrare l’ambiguo modo in cui l’uomo amministra il mondo e la natura. Visivamente ammaliante, il film danza costantemente nei contrasti, muovendosi tra il divertente, il tragico e il paradossale, senza mai rinunciare all’empatia profonda nel narrare il dramma dell’estinzione animale e dei nativi.

    Il festival ha visto anche il trionfo del toccante “Rua do Pescador, nº 6” di Bárbara Paz (Brasile). L’opera si è aggiudicata sia la Menzione speciale della giuria internazionale, sia il Premio IREN del pubblico (di € 1.500). La giuria ha voluto sottolineare come le storie personali nella battaglia per la sopravvivenza di una comunità così resiliente passino attraverso l’intensità stessa con cui l’autrice racconta una tragedia della sua terra. Merito di riprese immersive ma semplici, capaci di restituire dignità e bellezza agli sfollati, esaltando il fattore umano proprio nel suo momento più drammatico; una forza emotiva che ha inevitabilmente fatto breccia anche nel cuore degli spettatori in sala.

    Cortometraggi: La Sintesi Poetica della Crisi

    Il formato breve si conferma il terreno ideale per la sperimentazione visiva e la sintesi concettuale. Il Premio SMAT per il miglior cortometraggio della sezione internazionale (di € 1.500) è stato assegnato dai giurati Flavio Armone, Elisa Palazzi e Mathilde Thoreau a “A Voyage of Eulogies” di Jean-Pierre Pillay (Singapore 2026). L’opera è stata celebrata per la sua rara capacità di fondere con grande sensibilità  generi cinematografici diversi, affrontando il tema ambientale non attraverso numeri e tabelle, ma immergendo lo spettatore nelle sue dirette conseguenze emotive. Attraverso la memoria, l’assenza e le emozioni, il film rende percepibile il collasso ecologico, riuscendo nella difficile impresa di trasformare una questione globale complessa in un’esperienza intimamente umana che continua a risuonare a lungo dopo la visione.

    Nello stesso concorso, una meritata Menzione speciale è andata a “Amma, Do Giraffes Cry?” di Kartikeya Saxena(Repubblica Ceca), un lavoro che colpisce immediatamente per la straordinaria bellezza della fotografia e per l’indiscutibile qualità della regia. Lo sguardo del regista sugli animali si distingue per sensibilità, rappresentandoli come esseri viventi dotati di emozioni proprie e di una precisa dimensione esistenziale. Un quadro formale eccellente arricchito da una voce narrante e da un accurato lavoro sul paesaggio sonoro che, insieme, riescono a emozionare nel profondo.

    Made in Italy: Storie di Prossimità e Memoria Pasoliniana

    La sezione dedicata alle produzioni nazionali ha mostrato una vitalità sorprendente. Il Riconoscimento speciale “Gaetano Capizzi” per il miglior film della sezione Made in Italy (assegnato da Giulia Carluccio, Andrea Paco Mariani e Beppe Rovera) è andato a “Torneranno i lupi” di Bianca Vallino. Il comitato ha evidenziato come il cinema documentario trovi una delle sue espressioni più autentiche proprio nel racconto di storie di prossimità, capaci di attraversare la sfera intima, familiare e generazionale per aprirsi a una dimensione collettiva. Trasformare la propria biografia e il proprio vissuto in una narrazione universale che parli a tutti è una sfida complessa, ma l’autrice l’ha affrontata con delicatezza ed emozione, tessendo il filo rosso che unisce tre generazioni di donne legate al proprio territorio e alla propria comunità.

    La Menzione speciale della sezione è stata invece assegnata a “Tevere corsaro” di Pietro Balla e Monica Repetto, un’opera applaudita per la sua capacità netta, precisa e coraggiosa di coniugare la questione ambientale a quella sociale. Seguendo il solco — sia geografico che dell’immaginario — del grande maestro Pier Paolo Pasolini, il film fonde in modo drammatico la tutela dell’ambiente e la tutela dei diritti individuali e collettivi, dando vita a narrazioni di comunità utili a comprendere il nostro presente e a combattere ogni forma di ingiustizia.

    CinemAmbiente 2026: Premio Casacomune

    Il legame tra ecosistemi e l’anima profonda delle comunità è stato al centro del Premio Casacomune, assegnato a “Ma Prière à la mer – La mia preghiera al mare” di Davide Marino. Il film ha conquistato la giuria per aver saputo raccontare con forza poetica una delle grandi emergenze del nostro tempo, ovvero la perdita di biodiversità marina che minaccia le coste dell’Oceano Atlantico. Attraverso lo sguardo del protagonista Alassane, la ferita ecologica si trasforma in una profonda riflessione spirituale sul rapporto tra l’uomo e il mare, inteso nella cultura Lebu come presenza viva e sacra. Un’opera rara, capace di convertire la denuncia in preghiera e la nostalgia in speranza, invitandoci a riscoprire l’ascolto e la meraviglia verso la natura.

    CinemAmbiente 2026 premi: Premio Ambiente e società

    Spostandoci sul versante dei diritti, il Premio Ambiente e Società, istituito con la Cooperativa Sociale Arcobaleno e assegnato direttamente dai suoi lavoratori, è andato a “Silver” di Natalia Koniarz (Polonia/Norvegia/Finlandia). Le immagini del film racchiudono significati profondi che vanno oltre ciò che si vede, portando alla luce ciò che nella nostra quotidianità resta invisibile. Lo sguardo immobile, imperscrutabile e apparentemente rassegnato del bambino protagonista trasmette una sottile tristezza, dietro la quale si intuisce però il forte desiderio di comprendere e forse di cambiare il proprio destino.

    Nella stessa categoria, riceve una Menzione speciale il giornalismo d’inchiesta di “I nemici del popolo” di Andrea Marinelli, apprezzato per la sua nitida capacità di farci comprendere come le grandi multinazionali mettano in pericolo lo stato di diritto tanto dall’altra parte del mondo quanto sotto casa nostra.

    CinemAmbiente 2026 Premi: Slow Food e Piemonte Parchi

    Infine, l’attenzione alle risorse della Terra ha guidato la giuria di Slow Food Italia (Barbara Nappini, Serena Milano, Roberto Burdese e Piero Sardo) nell’assegnare il Premio Slow Food all’incantevole cortometraggio “Labouyi Bannann (Banana Soup)” di Geena Gasser (Svizzera). Un’opera in cui le banane danzano, recitano e si fanno scenografia per raccontare coralmente i paradossi del consumismo. Partendo dal mito della dea Timbehes, la magnifica biodiversità di questo frutto dà vita a un lavoro vivace che denuncia l’insostenibilità dell’agricoltura industriale intensiva. Splendide immagini, musica ricercata e un’originalità narrativa restituiscono in soli sette minuti un quadro critico senza mai rinunciare a una gioiosa ironia.

    Nuisance Bear porta a casa anche il Premio Piemonte Parchi, assegnato dal personale delle Aree protette e dalla rivista omonima per aver saputo raccontare in maniera innovativa l’importanza della biodiversità vista in un’ottica di coesistenza tra specie all’interno dei cambiamenti climatici in atto. Un trionfo che permetterà ai registi di vedere piantati ben 100 alberi nella Foresta condivisa del Po piemontese, siglando con un’azione concreta il messaggio del film.

  • CineAmbiente 2026 A Torino: Programma, film e anticipazioni del Festival

    CineAmbiente 2026 A Torino: Programma, film e anticipazioni del Festival

    L’immagina guida di CinemAmbiente 2026 a Torino, disegnata dall’illustratore Roberto Catani, è una dichiarazione d’intenti che la 29 edizione del Festival si propone: invitare lo spettatore a guardare il mondo da vicino, nei suoi paesaggi più fragili, osservando le ferite aperte dallo sfruttamento massivo delle risorse attraverso i racconti di cineasti che filmano il cambiamento ambientale. Dal 3 al 7 giugno 2026 Torino diventerà il fulcro della cinematografia Green grazie al programma curato dalla direttrice artistica Lia Furxhi. All’urgenza del presente, tra turismo insostenibile, guerre per l’acqua e tutela della biodiversità si aggiunge il desiderio di usare la macchina da presa per custodire la memoria di ciò che rischiamo di perdere.

    Il programma e la serata d’apertura al cinema massimo

    ll festival si aprirà ufficialmente mercoledì 3 giugno rendendo omaggio a un territorio-simbolo della crisi climatica: la Groenlandia. Sullo schermo del Cinema Massimo a Torino verrà proiettata la versione restaurata di Den store Grønlandsfilm (Il grande film della Groenlandia), un rarissimo film documentario sull’ambiente muto del 1922 diretto da Eduard Schnedler-Sørensen, capace di mostrare la vita degli Inuit prima della modernizzazione forzata. A rendere l’evento un’esperienza unica ci penserà la rock band inuit Inuk, che sonorizzerà le immagini dal vivo in sala.

    Inuk band CinemAmbiente 2026 a Torino

    Tra i titoli più attesi del Concorso Internazionale Documentari spicca invece Time and Water della regista statunitense Sara Dosa (già candidata all’Oscar per il meraviglioso Fire of Love). Il film segue il narratore e poeta islandese Andri Snær Magnason che, ispirato dal suo omonimo successo letterario, intreccia la storia dei ghiacciai della sua terra natale con i ricordi d’infanzia e i racconti popolari. Il cinema qui si fa intimo, dimostrando che il cambiamento climatico non è una sequenza di grafici scientifici, ma una questione di legami affettivi e identità culturale.

    CinemAmbiente 2026: Scienza, attivismo e la sezione Made in Italy

    È proprio questa capacità di far dialogare la testimonianza e il futuro a rendere questo festival del cinema ambientale un presidio culturale necessario. Tra i focus tematici di quest’anno è interessante “Scienza e (in)coscienza”. Questa sezione indaga il dramma psicologico ed etico degli scienziati che, frustrati dall’indifferenza della politica, decidono di uscire dai laboratori per darsi all’attivismo sul campo o alla resistenza civile non violenta.

    In parallelo, la sezione “Made in Italy” mette in fila ben 23 opere capaci di mappare le fragilità del nostro territorio nazionale. Si spazia dai progetti transfrontalieri che analizzano i mutamenti dell’ecosistema alpino fino ad Averno di Filippo Maria Pontiggia, dove il respiro geologico dei Campi Flegrei si fa metafora di una precarietà sociale ed esistenziale.

    Agricoltura rigenerativa e speranza per il domani

    Se l’apertura è un viaggio nella memoria della terra, la chiusura di domenica 7 giugno è un atto di fiducia verso il domani. Il festival si concluderà infatti con l’anteprima italiana di Groundswell di Josh e Rebecca Tickell, proiettato al Festival di Cannes. Narrato dalle voci di star internazionali come Demi Moore e Woody Harrelson, il documentario esplora il movimento globale dell’agricoltura rigenerativa. È la dimostrazione cinematografica che la terra, se curata attraverso pratiche tradizionali e innovative, può smettere di essere la vittima del nostro sistema industriale e diventare la soluzione alla crisi ecologica.

    In un’epoca in cui la disinformazione viaggia veloce, l’appuntamento con CinemAmbiente 2026 a Torino ci ricorda il potere della sala cinematografica e la potenza del cinema come strumento per smuovere le coscienze. Ricordiamo che l’ingresso gratuito a CinemAmbiente (fino a esaurimento posti) è garantito per tutte le proiezioni e gli eventi del festival: un invito aperto a chiunque voglia smettere di girarsi dall’altra parte.

    Per leggere il programma completo, clicca qui. Se invece non vuoi perdere gli eventi organizzati dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, leggi l’articolo sulla mostra My Name is Orson Wells.