CineAmbiente 2026 A Torino: Programma, film e anticipazioni del Festival

CinemAmbiente 2026 a Torino

Tempo di lettura: 4 min

L’immagina guida di CinemAmbiente 2026 a Torino, disegnata dall’illustratore Roberto Catani, è una dichiarazione d’intenti che la 29 edizione del Festival si propone: invitare lo spettatore a guardare il mondo da vicino, nei suoi paesaggi più fragili, osservando le ferite aperte dallo sfruttamento massivo delle risorse attraverso i racconti di cineasti che filmano il cambiamento ambientale. Dal 3 al 7 giugno 2026 Torino diventerà il fulcro della cinematografia Green grazie al programma curato dalla direttrice artistica Lia Furxhi. All’urgenza del presente, tra turismo insostenibile, guerre per l’acqua e tutela della biodiversità si aggiunge il desiderio di usare la macchina da presa per custodire la memoria di ciò che rischiamo di perdere.

Il programma e la serata d’apertura al cinema massimo

ll festival si aprirà ufficialmente mercoledì 3 giugno rendendo omaggio a un territorio-simbolo della crisi climatica: la Groenlandia. Sullo schermo del Cinema Massimo a Torino verrà proiettata la versione restaurata di Den store Grønlandsfilm (Il grande film della Groenlandia), un rarissimo film documentario sull’ambiente muto del 1922 diretto da Eduard Schnedler-Sørensen, capace di mostrare la vita degli Inuit prima della modernizzazione forzata. A rendere l’evento un’esperienza unica ci penserà la rock band inuit Inuk, che sonorizzerà le immagini dal vivo in sala.

Inuk band CinemAmbiente 2026 a Torino

Tra i titoli più attesi del Concorso Internazionale Documentari spicca invece Time and Water della regista statunitense Sara Dosa (già candidata all’Oscar per il meraviglioso Fire of Love). Il film segue il narratore e poeta islandese Andri Snær Magnason che, ispirato dal suo omonimo successo letterario, intreccia la storia dei ghiacciai della sua terra natale con i ricordi d’infanzia e i racconti popolari. Il cinema qui si fa intimo, dimostrando che il cambiamento climatico non è una sequenza di grafici scientifici, ma una questione di legami affettivi e identità culturale.

CinemAmbiente 2026: Scienza, attivismo e la sezione Made in Italy

È proprio questa capacità di far dialogare la testimonianza e il futuro a rendere questo festival del cinema ambientale un presidio culturale necessario. Tra i focus tematici di quest’anno è interessante “Scienza e (in)coscienza”. Questa sezione indaga il dramma psicologico ed etico degli scienziati che, frustrati dall’indifferenza della politica, decidono di uscire dai laboratori per darsi all’attivismo sul campo o alla resistenza civile non violenta.

In parallelo, la sezione “Made in Italy” mette in fila ben 23 opere capaci di mappare le fragilità del nostro territorio nazionale. Si spazia dai progetti transfrontalieri che analizzano i mutamenti dell’ecosistema alpino fino ad Averno di Filippo Maria Pontiggia, dove il respiro geologico dei Campi Flegrei si fa metafora di una precarietà sociale ed esistenziale.

Agricoltura rigenerativa e speranza per il domani

Se l’apertura è un viaggio nella memoria della terra, la chiusura di domenica 7 giugno è un atto di fiducia verso il domani. Il festival si concluderà infatti con l’anteprima italiana di Groundswell di Josh e Rebecca Tickell, proiettato al Festival di Cannes. Narrato dalle voci di star internazionali come Demi Moore e Woody Harrelson, il documentario esplora il movimento globale dell’agricoltura rigenerativa. È la dimostrazione cinematografica che la terra, se curata attraverso pratiche tradizionali e innovative, può smettere di essere la vittima del nostro sistema industriale e diventare la soluzione alla crisi ecologica.

In un’epoca in cui la disinformazione viaggia veloce, l’appuntamento con CinemAmbiente 2026 a Torino ci ricorda il potere della sala cinematografica e la potenza del cinema come strumento per smuovere le coscienze. Ricordiamo che l’ingresso gratuito a CinemAmbiente (fino a esaurimento posti) è garantito per tutte le proiezioni e gli eventi del festival: un invito aperto a chiunque voglia smettere di girarsi dall’altra parte.

Per leggere il programma completo, clicca qui. Se invece non vuoi perdere gli eventi organizzati dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, leggi l’articolo sulla mostra My Name is Orson Wells.

Altri articoli