Cosa manca ad un uomo che apparentemente ha tutto? Scoprilo nella recensione di Ladies First della regista inglese Thea Sharrock, disponibile su Netflix a partire dal 22 maggio. Ispirato liberamente al film francese Non sono un uomo facile di Èléonore Pourriat, Ladies First affronta le dinamiche sociali che intercorrono tra uomini e donne, sia nella sfera pubblica che in quella privata.
Di cosa parla Ladies First? La trama del film
Damien ( Sacha Baron Cohen) è un uomo affermato: lavora in una prestigiosa agenzia pubblicitaria, la Atlas, è ricco e tratta le donne come un piacere usa e getta. Tra i suoi colleghi, prevalentemente maschi, vige un forte senso di cameratismo e affiatamento. La sua quotidianità è apparentemente perfetta, almeno fino a quando la Guinness minaccia di recidere il contratto perché nella Atlas non c’è nemmeno una donna dirigente. Alex Fox (Rosamund Pike) è la donna giusta al momento giusto; dopo vent’anni in agenzia pensa di aver finalmente meritato una promozione, solo per poi scoprire che è solo una questione d’immagine e la sua opinione non conta. La resa dei conti quando Damien, a causa di un imprevisto, si ritrova in una dimensione alternativa.

Il ribaltamento degli stereotipi e dei ruoli di genere
Ladies First gioca con i ruoli di genere, mostrando un mondo dominato da figure femminili: nelle dimensione speculare in cui viene proiettato il protagonista le donne sono importanti Ceo o componenti di consigli aziendali. Un cambiamento radicale che Damien non può accettare. Gli stereotipi sono completamente ribaltati: gli uomini si occupano della cucina, delle pulizie e di tutti quelle mansioni che di norma sono associate al genere femminile. Anche la madre del protagonista, da sempre dolce, affettuosa e premurosa, diventa una burbera bevitrice di birra che guarda le partite sul divano, acuendo il senso di spaesamento di Damien.
È interessante notare come in questa linea storica alternativa il genere femminile incarni i lati che più sono associati alla mascolinità: determinazione e carriera lavorativa sono le parole d’ordine e i maschi sono considerati inadatti a svolgere incarichi rilevanti e sono relegati a ruoli come assistente o maggiordomo. Ulteriore fattore destabilizzante è vedere uomini impegnati in attività come la depilazione, lo shopping di abiti e lingerie e la cura di sé al fine di attirare l’attenzione delle donne di potere per poterle sedurre e cercare l’avanzamento di carriera.

Una società matriarcale
La regista Thea Sharrock riesce nel suo intento di far riflettere lo spettatore proprio perché non inverte solo l’ordinario ma anche i codici estetici. Nel farlo viene proposta una società matriarcale che è una copia carbone di quella patriarcale, con tutti i suoi limiti e difetti: non è un mondo migliore o un alternativa più saggia, sebbene sia funzionale a trasmettere il messaggio del film.
Damien deve mettere da parte il suo orgoglio e sottomettersi a questo sistema. Il suo spirito di adattamento e il suo desiderio di fare carriera saranno messi a dura prova da Alex, la sua controparte cinica e affascinante, che incarna i valori di una mascolinità tossica.
Ladies First recensione: perché vederlo su Netflix
Ladies First è una commedia dal sapore agrodolce, che diverte e allo stesso interroga lo spettatore sullo stato della società e su quali direzioni si possano intraprendere per la ricerca delle pari opportunità nel tentativo di portare uguaglianza tra i sessi e nei benefici che ne possono derivare.
Se ami le commedie che fanno riflettere leggi anche la recensione di Creature Luminose .




