Glocal Film Festival: il programma della 25 edizione

Manifesto Glocal Film Festival 2026 Torino realizzato da Valentina Catto

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Dall’11 al 15 novembre 2026 va in scena a Torino la 25esima edizione del Glocal Film Festival, a cura di Piemonte Movie nell’ambito del Circuito Audiovisivo Piemonte. 

Torino si prepara a celebrare un traguardo importante per il cinema indipendente e regionale: dall’undici al quindici novembre 2026 il Cinema Massimo ospita la venticinquesima edizione del Glocal Film Festival. Promossa dall’Associazione Piemonte Movie nell’ambito del Circuito Audiovisivo Piemonte, la kermesse torna a mettere al centro della scena i film, i cortometraggi e i documentari realizzati in regione, offrendo un fitto calendario di proiezioni e incontri tra il pubblico e gli autori.

Il tema dell’edizione 2026: Sguardi

Il tema scelto per questa edizione giunta alle nozze d’argento è “Sguardi“, un concetto che racchiude non solo l’attenzione al territorio e alle vicende umane che lo attraversano, ma anche la riflessione sulle diverse sfumature del linguaggio cinematografico, sul recupero della memoria e sulla capacità della settima arte di raccontare il presente. L’offerta complessiva è particolarmente ricca, contando cinquantasei proiezioni totali arricchite da quindici anteprime, suddivise tra proiezioni assolute, nazionali e regionali.

Spazio Piemonte

Il cuore della manifestazione si articola nelle tre sezioni competitive storiche. La sezione Spazio Piemonte è dedicata ai cortometraggi di finzione e porta sul grande schermo lavori come La Lettera di Mesut Dinler, un viaggio nelle periferie torinesi, Appuntamento alla fine del mondo di Emanuele Vaccariello e La paura addosso di Mauro Loverre, entrambi vincitori del voto del pubblico durante la rassegna Too Short To Wait dello scorso settembre. Completano il quadro delle anteprime regionali per questa sezione Cordoglio di Luna Clara Ronco e Riccardo Incampo, The Cowboy di Simone Sinatra, Zoe Copertino e Stefano Tuzza, e Time Flies di Tommaso Zerbi.

Panoramica Doc

La sezione Panoramica Doc accoglie invece i documentari di durata superiore ai trenta minuti, presentando cinque titoli di cui quattro in anteprima regionale. Tra questi spiccano Behind the Marble di Giulia Belluco, che racconta il lavoro dello scultore torinese Fabio Viale, e Io sono Felice di Michael Zampino e Antonio De Lucia, un omaggio all’attore e pittore Felice Andreasi girato tra Cortazzone d’Asti e Torino. Il programma si arricchisce con The Winning Generation di Marco De Stefanis sull’attivista armeno Shahen Harutyunyan, Everything Works Out (In the End) del torinese Maximilien Dejoie incentrato sull’attrice Katelyn Louise Doty, e Il filo della storia di Patrizia Di Blasi, che ripercorre la tradizione della canapa tessile e agricola in diverse località piemontesi.

Doc Short

A chiudere il quadro dei concorsi è Doc Short, la sezione riservata ai cortometraggi documentari che propone in anteprima nazionale Les îles de Sidi di Andrea Grasselli. Seguono in anteprima regionale Il primo suono di Andrea Mura, Sueña Ahora di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso e Andrea Settembrini, Proprio qui di Gaetano Di Gaetano, ambientato in Val Curone, Sono fatto cosi di Tommaso Montaldo, girato a Ivrea, e Souvenir de Paris di Claudio Paletto.

Direzione artistica, premi e nuovi riconoscimenti

L’edizione 2026 segna anche un importante momento di transizione: questo è infatti l’ultima edizione con la direzione di Alice Filippi alla guida del festival, che viene affiancata quest’anno dalla co-direttrice Federica Zancato e dalla vice-direttrice Maria Adorno, mentre la stessa Filippi continuerà a far parte della squadra in qualità di consulente artistica. Sul fronte dei riconoscimenti, il festival assegna i tradizionali Premi Torèt, ispirati alle fontane torinesi, con giurie dedicate che vedono la partecipazione di figure di spicco della critica e della cultura come Alessandra Comazzi, Simone Manetti, Micaela Veronesi, Beatrice Bertino, Enrico Gamba e Oana Ghera.

La Direttrice Alice Filippi e la co-direttrtice Federica Zancato

Una delle novità più rilevanti di questa edizione è l’istituzione del Premio Distribuzione Confartigianato, nato in collaborazione con Confartigianato Piemonte per offrire al documentario vincitore di Panoramica Doc una distribuzione con proiezioni in tutte e otto le province della regione. Vengono inoltre assegnati il premio “Viaggio in Piemonte” all’attore Roberto Zibetti e il premio Prospettiva ai giovani talenti Sarah Short e Zackari Delmas.

Ospiti internazionali: il gemellaggio con la Romania

Un ampio e significativo spazio è dedicato quest’anno al respiro internazionale del festival attraverso il gemellaggio con la Romania, paese ospite della sezione speciale intitolata “From Local to Global: let’s act Glocal together”. L’iniziativa, realizzata con il patrocinio del Consolato Generale di Romania a Torino e in stretta collaborazione con il Bucharest International Experimental Film Festival (BIEFF), porta in città la direttrice artistica Oana Ghera – presente anche nelle vesti di giurata per Spazio Piemonte – e prevede la proiezione di tre cortometraggi d’oltralpe (Cherry Master di Cosmin Nicolae, I Am Also Part of the Three Turns di Monica Maria Moraru e Fracti di Lavinia Petrache) programmati in apertura dei vari blocchi di concorso.

Il dialogo artistico e culturale con la Romania si estende inoltre al mondo della danza grazie alla sinergia con Coorpi e il Bucharest International Dance Film Festival (BIDFF), con un appuntamento speciale in programma sabato 14 novembre al Cinema Massimo che esplora i linguaggi contemporanei, la memoria collettiva e il patrimonio culturale attraverso una selezione di cortometraggi di danza.

Eventi Speciali e manifesti d’autore

Il festival si aprirà ufficialmente con l’anteprima assoluta di Sotto la stessa pelle di Max Chicco, mentre la giornata conclusiva del quindici novembre riserverà un omaggio speciale agli ottant’anni del capolavoro di Alberto Lattuada, Il bandito, con un tour a piedi e in tram sui luoghi del set e la proiezione de Il Grande Giaffa.

A colpire fin dal primo sguardo è infine l’immagine coordinata di questa venticinquesima edizione, firmata da Valentina Catto: un manifesto che unisce la storia del cinema delle origini e la cultura pop, ritraendo un gigantesco Moloch — ispirato alla statua del film Cabiria di Giovanni Pastrone conservata al Museo Nazionale del Cinema — mentre si aggira tra i monumenti di una Torino fantastica distruggendo lo scenario circostante. Un’interpretazione visiva originale accompagnata anche dalle animazioni e dal sound design di Donato Sansone, che sancisce l’energia di un festival pronto a rinnovarsi ancora una volta




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