Mostra Gillo Pontecorvo a Torino: Il Museo del Cinema omaggia il regista

Mostra Gillo Pontecorvo Torino

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A vent’anni dalla sua scomparsa e a ben sessant’anni dalla storica vittoria del Leone d’Oro per La battaglia di Algeri, Torino si prepara a omaggiare uno dei maestri indiscussi del cinema civile italiano e internazionale. Da domani, 16 settembre, il Museo Nazionale del Cinema apre le porte a GILLO PONTECORVO. UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA, una mostra che promette di essere un vero e proprio tuffo nel laboratorio intellettuale e creativo del regista.

L’Archivio Gillo Pontecorvo in mostra al Museo Nazionale del Cinema

Allestita al piano di accoglienza della Mole Antonelliana (dove resterà fino al 5 aprile 2027), l’esposizione curata da Mauro Genovese e Caterina Massignani nasce da un tesoro dal valore inestimabile: l’Archivio Gillo Pontecorvo. Donato dalla famiglia al Museo, il fondo è stato in gran parte digitalizzato per l’occasione e ci permetterà di spiare letteralmente dietro le quinte del suo cinema attraverso sceneggiature originali, fotografie, appunti di lavoro e corrispondenze private.

Gillo Pontecorvo in un'immagine d'archivio

Una Battaglia dopo l’altra

Il percorso espositivo si snoda attraverso i grandi temi che hanno ossessionato (nel senso più nobile del termine) la carriera e la vita di Pontecorvo: l’esperienza partigiana, la tragedia della Shoah (Kapò), la lotta al colonialismo e l’autodeterminazione dei popoli.

Per gli appassionati della settima arte, la mostra è l’occasione per ripercorrere le collaborazioni che hanno fatto la storia: dal leggendario sodalizio musicale con Ennio Morricone a quello alla scrittura con Franco Solinas. Spazio anche ai volti che hanno dato vita alle sue visioni, come Yacef Saadi (l’ex comandante algerino che produsse e recitò ne La battaglia di Algeri) e, ovviamente, Marlon Brando, protagonista della sua interpretazione forse più ambigua e affascinante nel ruolo di Sir William Walker in Queimada. L’impatto di Pontecorvo è tale da riecheggiare fino al cinema contemporaneo, arrivando a ispirare cineasti come P.T. Anderson (che lo ricorda apertamente nel suo Una battaglia dopo l’altra).

Il Leone d’Oro originale e un’esposizione accessibile

C’è un dettaglio che da solo vale la visita: per la primissima volta in assoluto, grazie al prestito della famiglia, sarà esposto al pubblico il Leone d’Oro originale del 1966. Trovarlo lì, a due passi, testimonia il peso specifico di un’opera che ha letteralmente cambiato le regole del gioco cinematografico.

Da sottolineare anche l’ottimo lavoro sull’accessibilità: la mostra segue i criteri del Design for All, con introduzioni in LIS, mappe visivo-tattili e QR code in ogni sezione per attivare audiodescrizioni. I visitatori troveranno anche un’agile guida cartacea gratuita (realizzata con Fedrigoni e Stampatello) da poter portare a casa. Accompagna la mostra un ricco dossier didattico dedicato alla figura e all’opera di Pontecorvo, pensato come strumento di approfondimento per il pubblico, gli insegnanti e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. La pubblicazione raccoglie contributi istituzionali, testimonianze, materiali biografici e documenti del fondo archivistico.

Il Leone d'Oro originale vinto da Gillo Pontecorvo esposto alla Mole Antonelliana

Un’ampia sezione propone attività e percorsi di ricerca costruiti intorno alle parole chiave della mostra (Resistenza, Colonialismo, Autodeterminazione, Emancipazione), mettendo al centro del progetto il valore delle fonti e il loro corretto utilizzo come strumenti di conoscenza, analisi e interpretazione della Storia. In quest’ottica, il Museo propone anche visite guidate, proiezioni e cine-lezioni dedicate sia al pubblico generale che alle scuole.

La retrospettiva al Cinema Massimo: i capolavori in programmazione

Proprio da oggi, 15 settembre, e fino al 23 del mese, il Cinema Massimo affianca la mostra con una retrospettiva imperdibile. Saranno proiettati i suoi capolavori da regista, ma ci sarà spazio anche per alcuni documentari e per Il sole sorge ancora di Aldo Vergano, dove un giovanissimo Pontecorvo compare in veste di attore.

Pontecorvo credeva fermamente nei giovani (lo dimostrò anche durante la sua rivoluzionaria direzione della Mostra di Venezia, riportando frotte di ragazzi al Lido). Questa mostra sembra pensata esattamente con quello spirito: usare il cinema del passato per decodificare il presente.

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