Presentato in anteprima all’edizione 2025 del Festival del Cinema di Cannes, Dossier 137 è disponibile al cinema, distribuito da Teodora Film.
Protagonista del film è Stephanie, interpretata magnificamente da Léa Drucker, un’ispettrice dell’IGPN (organismo disciplinare che vigila sulla polizia francese) con l’importante incarico di indagare i presunti abusi commessi dalla polizia.
Il dossier 137
L’intero film ruota al caso 137, avvenuto durante le manifestazioni dei Gilet Gialli del 2018, in cui un ragazzo di nome Guillaume è stato gravemente ferito da un proiettile di gomma. Durante le indagini la protagonista non deve affrontare solo la sfiducia dei cittadini ma anche il risentimento dei colleghi che diventa sempre più feroce. L’IGPN è malvista dai poliziotti perché giudica il loro operato, sebbene le sospensioni siano piuttosto bonarie. Coloro che vengono accusati dell’uso eccessivo della forza sono sospesi dal lavoro per un periodo variabile, ma non subiscono ulteriori processi o pene. Léa Drucker, con la sua interpretazione, offre la speranza di poter ottenere la tanto agognata giustizia grazie alla sua dedizione e alla perseveranza del suo operato.

Questo caso tocca Stephanie anche dal punto di vista personale: il ragazzo colpito non è più stato in grado di condurre una vita normale. La spensieratezza della sua giovinezza è stata interrotta prima del tempo e la mamma ha denunciato l’incidente sperando di poter individuare i colpevoli e ottenere una qualche forma di giustizia. Quando la protagonista incontra la famiglia, ancora scossa e turbata per l’accaduto, non può fare a meno di pensare a suo figlio. Se fosse successo a lui? Anche la sua famiglia è complessa: dopo il divorzio è infatti la sola ad occuparsi del figlio, che si vergogna profondamente della professione della madre. Una frase in particolare riecheggia nella sua mente: Tutti temono i poliziotti. Come si è potuti passare da garanti dell’ordine a forza temuta?
Il lento lavoro della giustizia
Dominik Moll, regista del film, sceglie di rappresentare un paese le cui divisioni sociali si possono ritrovare anche nelle forse dell’ordine. Dossier 137 mette in evidenza il lavoro silenzioso e quasi invisibile dei membri dell’IGPN, che devono conciliare il loro operato tra i sentimenti di sfiducia e disillusione dei cittadini da un lato e tra omertà e cameratismo dall’altro. Dominik Moll utilizza anche del materiale di “found footage” per raffigurare il clima di tensione che si respirava in Francia nel 2018.
Dossier 137 è un film complesso, che non giudica ma rappresenta a schermo le difficoltà, i compromessi e le scelte compiute dai protagonisti. Bene e male scompaiono in favore di una zona grigia, che ingloba inevitabilmente la protagonista e fa riflettere sullo stato attuale della società.



