A distanza di vent’anni dal primo capitolo, Il diavolo veste Prada 2 arriva al cinema prodotto da 20th Century Studios e distribuito da Walt Disney. Come si sono evoluti i personaggi in questo lasso di tempo?
La vita di Andy Sachs, Anne Hathaway, riflette le contraddizioni della società attuale: giornalista di successo, viene licenziata improvvisamente insieme a tutti i suoi colleghi durante una premiazione. Nella società attuale sembra non esserci più spazio per le figure dei giornalisti, spesso le prime ad essere bersaglio di tagli e revisioni di budget aziendali. “Costretta” ad accettare un nuovo impiego per il magazine Runway, la protagonista ritorna alle dipendenze della temibile Miranda Priestly, interpretata da Meryl Streep.

dalla carta al digitale: la nuova sfida di Runway
Direttrice della rivista Runway, è allo stesso tempo temuta e venerata dalle persone che lavorano con lei. L’interpretazione della Streep è nuovamente magistrale: eleganza e perfezionismo vanno di pari passo con il suo carattere esigente, rendendola una figura magnetica. Al suo fianco c’è l’onnipresente Nigel, Stanley Tucci, direttore artistico di Runway e fidato braccio destro di Miranda. Emily Blunt, impersona Emiliy, la ex collega di Andy nel primo film, che in questo film lavora alla maison Dior di New York.
Il film evidenzia le difficoltà del lavoro nel settore della moda: un mondo spietato senza orari in cui contano integrità e immagine. Il declino e la quasi totale scomparsa del cartaceo in favore del digitale ha modificato radicalmente le abitudini e i metodi di lavoro degli addetti al settore. Ciò che fino a vent’anni fa chiedeva mesi di pianificazione e preparazione ora deve essere pronto in giorni o addirittura in poche ore. I social media e gli algoritmi dettano i tempi e tutti i contenuti devono essere scrollabili e attirare click, spesso a scapito della qualità.

Il diavolo veste Prada 2: da New York a Milano
Il diavolo veste Prada 2 è un film più dinamico rispetto al primo, complice una trama avvincente e il cambio di location. Il film è infatti ambientato tra gli imponenti grattacieli di Manhattan e la città di Milano, iconica location della moda. Nel seguito la ricerca spasmodica del libro di Harry Potter non ancora pubblicato è sostituta dal cercare di ottenere un’intervista dalla donna più ricca del mondo, Lucy Liu, vista come un vero e proprio Sacro Graal capace di attirare pubblico e salvare l’immagine di Runway. Il diavolo veste Prada 2 si interroga anche sulle nuove generazioni: il nuovo proprietario della rivista è più interessato a venderla piuttosto che a preservarne il valore o mantenere integra l’eredità familiare continuando la tradizione.
Tra ironia, battute pungenti e glamour il film scorre piacevole, ricordando l’importanza delle alleanze in ambito lavorativo e che non è mai troppo tardi per recuperare e dare valore alle amicizie.




