Che significato ha la famiglia? Noi due sconosciuti, presentato in anteprima al Festival di Locarno, è in uscita al cinema distribuito da Teodora Film, ed esplora il tema della procreazione assistita. Edith, interpretata da Lisa Loven Kongsli, è una madre single che lavora come giornalista. La sua precedente relazione si è conclusa senza la possibilità di avere un figlio, cosi decide di prendere in mano la situazione ricorrendo all’inseminazione artificiale. Durante il percorso conosce un’altra donna Marie, Nasrin Khusrawi, con la quale instaura un rapporto d’amicizia e di aiuto reciproco.
cosa significa essere una famiglia “normale”
Noi due sconosciuti racconta “le nuove forme” di famiglia dal punto di vista femminile: la protagonista divide il suo tempo tra l’attività lavorativa, il tentativo di essere un buon genitore e le difficoltà familiari quotidiane. La madre di Edith è ai primi stadi dello sviluppo della demenza senile e non è più in grado di aiutare la figlia a prendersi cura del nipote. Esausta dal rispondere alle stesse domande dei compagni di scuola di suo figlio Sigurd, del tipo “Dov’è tuo padre?” “Perché vieni sempre tu a prenderlo?”, Edith inizia ad ascoltare le registrazioni del donatore di cui ha usufruito. Quando Marie le comunica di aver scoperto la sua identità, la tentazione è irresistibile: deve conoscerlo.

Tra pretesti e timidezza, la protagonista incontra finalmente Niels, Herbert Nordrum, scoprendo una figura interessante e allo stesso tempo enigmatica. Dapprima imbarazzata dal fatto che l’uomo abbia una famiglia, Edith non può fare a meno di evitare la sua frequentazione per scoprire il più possibile sul passato del padre di suo figlio e approfondire la sua conoscenza. L’evoluzione del loro rapporto passa da silenzi imbarazzati a momenti di intimità, in cui emerge la voglia e il desiderio di entrambi di un po’ di tenerezza. La loro relazione riflette le scelte di Edith, che sebbene spinta dalla curiosità e dalla necessità di sapere che Niels sia una brava persona, mette sempre Sigurd al primo posto tra le sue priorità.
L’estetica del cinema nordico
Noi due sconosciuti mostra un lato forse a noi sconosciuto della monogenitorialità. I paesi nordici sono più avanguardisti in materia rispetto a noi, tuttavia è interessante notare come lo stereotipo della famiglia classica sia presente ovunque e che la scelta di Edith sia vista come coraggiosa. Anche nella sua cerchia di amici, prevalentemente donne, non mancano battute ironiche o dubbi in merito alla sua decisione.
La protagonista deve affrontare questi dilemmi sapendo di dover dimostrare che Sigurd è come gli altri bambini e che anche lui può essere felice e sicuro come accadrebbe in qualunque altra famiglia considerata “normale”. La regista Janicke Askevold mostra il prezzo delle scelte alternative ma anche la soddisfazione che genera l’indipendenza di inseguire i propri sogni. Un plauso anche alla fotografia di Torjus Thesen, che mette in risalto gli splendidi paesaggi e con i primi piani crea e cattura un’atmosfera unica e profonda.



