Quante rinunce facciamo per inseguire i nostri sogni? È la stessa domanda che si pone Paul, il protagonista di La mattina scrivo, l’ultimo film di Valérie Donzelli distribuito in Italia da Teodora Film.
Dopo aver lasciato una promettente carriera nella fotografia per inseguire il sogno di diventare scrittore, Paul, interpretato da Bastien Bouillon, si trova ad un punto fermo. Tre libri pubblicati ma nonostante gli elogi ricevuti dalla critica il successo non arriva.
Le richieste dell’editor si fanno più pressanti: il quarto libro dev’essere quello della svolta. Il protagonista si trova così a dover prendere decisioni drastiche nella sua vita. Separato dalla moglie e dai figli, che decidono di lasciare Parigi, Paul lascia la casa lussuosa per trasferirsi in un monolocale. Immerso in questo microcosmo osserva le vite dei passanti e accetta di svolgere lavori umili che trova su una piattaforma online per poter arrivare a fine mese, non potendo contare su solide entrate garantite dai diritti d’autore. Tuttavia l’ispirazione per il libro sembra essere sempre sfuggente. Nel corso della nuova direzione che ha preso la sua vita, Paul si trova a contatto con diversi contesti sociali a lui sconosciuti e che gli aprono gli occhi su spaccati della società che ignorava.
La mattina scrivo: lo specchio della società
Il protagonista vive ed è allo stesso tempo voyeur di queste situazioni, tuttavia il suo garbo e il suo essere posato gli permettono di gestire anche le recensioni negative che abbassano il suo punteggio. È in questi contesti che emerge la crisi dell’artista, quando circondato dalla solitudine del suo micro appartamento si chiede quanto ancora dovrà sacrificare “per farcela” o quando potrà nuovamente guadagnare i soldi necessari per poter andare a trovare la sua famiglia. Paul deve anche confrontarsi con i rigidi giudizi dei suoi genitori, che non si capacitano di come abbia potuto abbandonare la stabilità e le generose entrate garantite dal suo precedente impiego per vivere di lavori saltuari e sottopagati.

La mattina scrivo è un film intenso e riflessivo, nel quale la regista Valèrie Donzelli mette a nudo le difficoltà di essere uno scrittore nella società odierna. La complessità del mondo dell’editoria, le app per trovare lavoro e i rapporti familiari e i confronti con amici e conoscenti che “ce l’hanno fatta” si amalgamano fluidamente come a formare un quadro in cui rispecchiarsi. La mattina scrivo è un film dolce amaro, che porta ad interrogarsi se effettivamente tutte le rinunce che facciamo siano veramente utili o semplicemente fini a se stesse per appagare l’ambizione personale. Il film è un riflesso intimo e realistico della società ma anche un inno alla resilienza e alla speranza.



