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  • Recensione ‘In the Grey’: il nuovo film action di Guy Ritchie

    Recensione ‘In the Grey’: il nuovo film action di Guy Ritchie

    In the Grey

    2025

    Guy Ritchie

    118 min

    Azione, Guerra

    USA / UK

    Miramax, Ritchie Balthazar

    01 Distribuition

    Jake Gyllenhaal, Henry Cavill, Eiza González

    2025

    Qual è il confine tra giusto e sbagliato? Scoprilo nella recensione di In the Grey, diretto da Guy Ritchie e distribuito da 01 Distribution. Il regista inglese firma un film ad alto tasso di adrenalina, in cui l’azione scorre a fiumi e il recupero crediti diventa una professione affascinante. 

    In the Grey: il team di Rachel

    Rachel Wild (Eiza González) è una donna affascinante e misteriosa il cui lavoro consiste nel recuperare ingenti somme di denaro. Per farlo si avvale della collaborazione di Bronco (Jake Gyllenhaal) e Sid (Henry Cavill), due sicari specializzati rispettivamente in combattimento il primo, in corruzione il secondo. Mentre una parte del team di Rachel si occupa degli aspetti legali e burocratici, Sid e Bronco operano nella zona grigia, cercando di arrivare dove la legge non può. 

    Rachel dà la caccia a Manny Salazar, interpretato da Carlos Bardem, colpevole di aver sottratto un miliardo di dollari a un’agenzia. L’antagonista di turno ha, come ogni cattivo che si rispetti, il controllo di un’isola e delle forze di polizia, oltre a una piccola milizia privata che garantisce la sua sicurezza. Salazar appare come un cattivo riuscito, che con i suoi capricci da miliardario è capace di risultare fastidioso e antipatico allo spettatore. 

    la pianificazione dell’azione

    La maggior parte del film è dedicata ai preparativi che il team di Rachel deve  organizzare per la sicurezza della protagonista, anche soprannominata mamma, durante l’incontro faccia a faccia con Salazar. Potendo contare solo su se stessi in territorio ostile, Sid e Bronco preparano varie strategie di esfiltrazione per poter essere pronti a ogni eventuale scenario. È interessante notare come Ritchie si soffermi su questi momenti, descrivendo ogni azione che avviene a schermo con la voce narrante della protagonista, e mostrando uno spaccato sul lavoro dietro le quinte delle persone che si occupano di queste operazioni. Azioni, strategie, percorsi e mezzi di trasporto sono organizzati con una precisione assoluta, perché ogni minimo errore può essere fatale. 

    In the Grey: un buddy movie adrenalinico

    In the Grey è un film che si concentra sulla zona grigia del mondo “sporco” delle operazioni non ufficiali. Gli schieramenti sono evidenti e c’è una netta dicotomia tra giusto e sbagliato. In questo contesto, il “recupero crediti” non va inteso nel senso classico del termine, ma come il lavoro di specialisti assoldati per riottenere fondi rubati. In ogni caso, In the Grey è un film d’azione che intrattiene grazie all’alto tasso d’adrenalina e a un montaggio serrato; la sua durata scorre piacevole grazie alla complicità del duo Sid/Bronco, che con la loro alchimia e il loro rapporto da buddy movie catalizzano l’attenzione e fungono da “motori” del film. 

  • Disclosure Day Steven Spielberg: 7 film cult da rivedere

    Disclosure Day Steven Spielberg: 7 film cult da rivedere

    L’11 giugno uscirà in Italia Disclosure Day, il nuovo film diretto da Steven Spielberg distribuito da Universal Pictures. Il regista americano decide di tornare al genere di fantascienza sugli UFO che lo ha reso celebre nella storia del cinema. Per ingannare l’attesa ecco una lista di sette film che parlano dei temi cari al regista: la solitudine, il rapporto con l’ignoto, le relazioni padre-figlio, il senso di meraviglia e stupore e il cinema come mezzo di guarigione dell’anima per ricucire i traumi familiari e cercare una riconciliazione. 

    E.T. l’extraterrestre: un’amicizia spaziale

    E.T. racconta il magico incontro tra il giovane Elliott (Henry Thomas) e un gentile alieno smarrito sulla Terra. Più che una semplice avventura sci-fi, il film è una potente metafora dell’amicizia universale e dell’empatia che supera i confini della specie.

    Attraverso la meraviglia degli occhi dei bambini, Spielberg esplora i temi della solitudine, della rottura dell’innocenza e del dolore del distacco. Il legame tra i due diventa un rifugio contro l’incomprensione del mondo adulto e delle istituzioni. Una piccola curiosità: il concetto di E.T. è basato su un amico immaginario del regista dopo che i suoi genitori si sono separati. 

    Jurassic Park: l’illusione del controllo

    Il miliardario John Hammond (Richard Attenborough) realizza il sogno di riportare in vita i dinosauri grazie alla clonazione genetica. Tuttavia, durante un’anteprima nel parco, un guasto al sistema di sicurezza scatena il caos, trasformando la meraviglia in una lotta per la sopravvivenza.

    Il film esplora la manipolazione e l’illusione del controllo umano sulla natura. Oltre allo spettacolo visivo, emergono i temi dell’etica scientifica e della responsabilità tecnologica. Spielberg trasforma un’avventura sci-fi in una riflessione sulla fragilità del potere dell’uomo di fronte alla forza indomabile dell’evoluzione e a quanto sia sciocco pensare che l’essere umano possa controllare a suo piacimento la natura. 

    Prova a prendermi: l’ingegno per ricucire una famiglia spezzata

    Nel film Prova a prendermi, il giovane Frank Abagnale Jr. (Leonardo di Caprio) diventa uno dei truffatori più brillanti della storia, assumendo false identità come pilota, medico e avvocato per sfuggire alla realtà del divorzio dei genitori. Inseguito instancabilmente dall’agente dell’FBI Carl Hanratty (Tom Hanks), Frank accumula ricchezze, ma resta profondamente solo.

    Il film esplora i temi dell’identità e della ricerca del padre, mostrando come le truffe di Frank siano un tentativo di ricostruire la propria famiglia distrutta recuperando il denaro che il fisco ha sottratto alla sua famiglia. Prova a prendermi si sofferma anche sul contrasto tra la genialità individuale e l’autorità, trasformando la caccia all’uomo in una profonda riflessione sulla solitudine e sul bisogno di appartenenza. 

    La guerra dei Mondi: il terrore dell’ignoto

    In La guerra dei mondi, Ray Ferrier (Tom Cruise) è un padre assente che si ritrova a proteggere i figli durante una devastante invasione aliena. Mentre i colossali Tripodi sterminano l’umanità, la trama segue la loro disperata fuga verso la salvezza.

    Il film trasforma il classico di Wells in una metafora del terrore post-11 settembre, esplorando la vulnerabilità di una società tecnologicamente avanzata di fronte all’ignoto. I temi centrali sono la sopravvivenza istintiva, la fragilità dei legami familiari e la resilienza umana. Spielberg sottolinea come la vera forza non risieda nelle armi, ma nella biologia e nella capacità dell’uomo di restare unito nel caos.

    Colin Firth in DISCLOSURE DAY, directed by Steven Spielberg.

    The Post: la libertà di stampa contro il potere

    In The Post, Kay Graham (Meryl Streep), prima editrice donna del Washington Post, e il direttore Ben Bradlee (Tom Hanks) affrontano una scelta epocale: pubblicare i Pentagon Papers, documenti segreti che svelano decenni di menzogne governative sulla guerra del Vietnam. Sfidando le minacce legali di Nixon, i due rischiano la carriera per la divulgare la verità.

    Il film celebra la libertà di stampa e il ruolo vitale del giornalismo come contrappeso al potere politico. I temi centrali includono il coraggio civile e l’emancipazione femminile, con la Graham che rivendica la propria voce in un mondo maschilista, dimostrando che il dovere verso i cittadini precede il profitto.

    Ready Player One: alienazione digitale e connessioni umane

    In Ready Player One, il giovane Wade Watts (Tye Sheridan) fugge da un futuro distopico rifugiandosi in OASIS, un universo virtuale dove chiunque può essere ciò che desidera. La trama segue la caccia al “tesoro” lasciato dal creatore del sistema, James Halliday (Mark Rylance), per salvarlo dal controllo di una multinazionale cinica che persegue il profitto a qualsiasi costo. Riuscirà il protagonista a trasformasi nell’eroe dei videogiochi?

    Il film esplora il tema dell’alienazione digitale e il contrasto tra l’illusione virtuale e la concretezza della realtà. Spielberg riflette sulla nostalgia culturale e sul potere dell’immaginazione, facendo riflettere al tempo stesso su un punto fondamentale: per quanto affascinante sia il gioco, il protagonista deve “ritornare” nel mondo reale per salvare ciò che ama e sviluppare le amicizie reali. 

    The fable mans: il cinema come guarigione dell’anima

    In The Fabelmans, Spielberg mette a nudo la propria infanzia attraverso il giovane Sammy Fabelman (Gabriel LaBelle), che scopre il potere salvifico del cinema mentre la sua famiglia si sgretola. La macchina da presa diventa per lui uno strumento per decifrare la realtà e un rifugio dal dolore per il divorzio dei genitori e dalle difficoltà quotidiane. Nella dimensione del cinema il protagonista aggiusta e rimodella la realtà, mostrando come esso sia un mezzo per riportare ordine nel caos dell’esistenza umana.

    Il film esplora il conflitto tra arte e vita familiare, analizzando il peso del talento come “una maledizione e una benedizione”. I temi centrali sono la scoperta della verità attraverso l’obiettivo, l’identità e il sacrificio personale necessario per inseguire una passione. 

    Cosa aspettarsi da Steven Spielberg in Disclosure Day

    Steven Spielberg è un regista poliedrico che nella sua carriera ha esplorato diversi generi, cercando di offrire il senso di stupore, meraviglia e senso di appartenenza. Disclosure Day parla di come un’entità aliena riveli al mondo l’esistenza di esseri extra-terrestri e di come i governi intervengano per impedire che tali conoscenze siano divulgate. Nell’attesa di Disclosure Day, non resta che vedere il trailer contando i giorni che ci separano dall’uscita….