Autore: Andrea Dall’Armi

  • Wild Horse Nine Recensione: il film di Martin McDonagh a Venezia 83

    Wild Horse Nine Recensione: il film di Martin McDonagh a Venezia 83

    Wild Horse Nine è un film in concorso alla 83 Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Diretto da Martin McDonagh, il film è ambientato nell’Isola di Pasqua durante gli anni 70’ e sarà distribuito in Italia da Searchlight Pictures. Nel cast John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi e Mariana Di Girolamo.

    Wild Horse Nine: la trama

    Poco prima del colpo di Stato cileno del 1973, gli agenti della CIA Chris e Lee vengono inviati da Santiago all’Isola di Pasqua dal loro capo, MJ.Tra le emblematiche statue dell’isola, mentre i due compagni di lunga data si confrontano con i propri oscuri trascorsi e con le cospirazioni del presente, il legame stretto da Chris con due studentesse ribelli rischia di far prendere una piega imprevista al soggiorno di tutti in questo remoto paradiso.

    un Buddy Movie esilarante e surreale

    John Malcovich offre una delle interpretazioni più riuscite della sua carriera in Wild Horse Nine: un uomo che ha dedicato la sua vita alla CIA e che ha preso parte ad alcune delle azioni più famose, come la Baia dei Porci. Durante la sua permanenza in Cile scopre di essere un malato terminale e chiede al suo fidato amico Lee un ultimo favore: vedere le famose teste, in indigeno Maoi, dell’Isola di Pasqua. Durante il viaggio le sue condizioni di salute unite a perdite di memoria danno vita a situazioni e conversazioni tanto esilaranti quanto surreali.

    Lee (Sam Rockwell) è la fidata spalla di Chris: il suo personaggio è costruito per essere l’amico fidato del protagonista, il suo complice e allo stesso tempo la persona che dovrebbe tenerlo in riga. L’interpretazione dell’attore è davvero riuscita tanto nelle espressioni facciali quanto nei modi improvvisati nel cercare di trattenere la sua spalla dal rivelare informazioni che altrimenti risulterebbero compromettenti. In questo buddy movie la fotografia accompagna con il suo splendore il viaggio di Chris e Lee, addolcendo la storia con paesaggi ricchi di fascino esotico e con cavalli selvaggi liberi dalle redini contrariamente ai due protagonisti. 

    il cinema di Martin McDonagh: tra manipolazioni e rimpianti

    Martin McDonagh con Wild Horse Nine dirige un film esilarante, intelligente e molto profondo, che fa riflettere su come l’intera società possa essere manipolata dalle scelte di pochi individui. 

    Chris e Lee possono sembrare all’apparenza due persone ordinarie ma le loro azioni influenzano e, come accaduto in passato, cambiano la storia. Ed è cosi che le due studentesse con cui il protagonista si confessa diventano la metafora dello spettatore: un agente segreto rivela i retroscena di cosa stia per accadere, tra macchinazioni e complotti, per “aggiustare” un elezione “sbagliata”. 

    Cosa resta di una vita passata a mentire? Solo rimpianti. 

  • Ink Recensione: il film di Danny Boyle che apre Venezia 83

    Ink Recensione: il film di Danny Boyle che apre Venezia 83

    Ink, diretto dal regista premio Oscar e premio BAFTA Danny Boyle, è il film d’apertura, in prima mondiale in concorso, dell’83 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica diretta da Alberto Barbera. Scritto dal drammaturgo e sceneggiatore vincitore di diversi premi Olivier James Graham e interpretato da Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy, sarà distribuito in Italia da Lucky Red.

    Ink: la nascita del Sun e la rivoluzione del giornalismo

    Il 1969 è l’anno in cui Rupert Murdoch e Larry Lamb lanciarono un quotidiano destinato a cambiare il mondo. Molto prima di Fox News, del clickbait e di Truth Social, decenni prima di Twitter, Facebook, Google e OnlyFans, questi due uomini crearono un nuovo tabloid che, contro ogni previsione, divenne il quotidiano più venduto al mondo. Sfacciato, irriverente, audace: lo spumeggiante Sun ha sfidato l’establishment e ha rifondato il mondo giornalistico dell’era moderna.

    Fleet Street era l’epicentro del giornalismo a Londra. I colossi del settore dettavano le regole e questo equilibrio sembrava destinato a durare per sempre. Ma chi fa questo mestiere sa che il domani bussa sempre alla porta. 

    Visionari contro l’establishment

    Il Daily Mirror era il giornale più letto nel paese, orientato ad informare il cittadino sull’attualità e sulla cronaca estera. Rupert Murdoch in quello stesso periodo acquista il Sun, considerato scadente e in declino per farne un successo, mettendone alla guida Larry Lamb. I due, su cui nessuno avrebbe scommesso, mettono insieme in breve tempo una squadra pronti per conquistare il mercato del giornalismo ponendosi una semplice ma annosa domanda: che cosa vuole la gente? 

    Partendo da questo interrogativo, una banda di visionari e outsider rinnova radicalmente il modo di fare informazione. Superano la staticità dei vecchi giornali lanciando concorsi con gadget in palio e puntando tutto su sport popolari come calcio e boxe, sul corpo femminile e, soprattutto, sulla televisione. Un vero tabù per l’epoca, dato che la stampa considerava la TV un rivale pericoloso da screditare per proteggere le vendite.

    Le interpretazioni di Jack O’Connel e Claire Foy

    Jack O’Connell è bravissimo nell’interpretare Larry Lamb: un uomo ambizioso, deluso e amareggiato per le umiliazioni subite in passato e con un costante desiderio di rivalsa. Il suo ruolo di aggregatore e di guida è stato impareggiabile nel rendere il Sun il giornale più venduto. I suoi punti di vista da outsider si sono spesso scontrati sia con quelli di Murdoch (Guy Pearce), più conservatore e meno incline a pubblicare foto con donne in bikini, sia con quello dell’opinione pubblica e degli altri giornali, che accusavano il Sun di fare informazione scadente. 

    Anche Claire Foy è una figura centrale di Ink: le idee geniali di Jules hanno gettato le basi per il successo futuro e il suo ruolo di “consigliera” di Larry è stato fondamentale per il progetto. Profondamente legata al protagonista, è l’unica capace di farlo ragionare quando l’ambizione prevale sulla ragione. 

    Perchè Ink è una storia di rivalsa

    Ink è una storia di rivalsa che mostra come per raggiungere il successo desiderato vadano stravolti i canoni che fino a quel momento sono stati fissati. Murdoch, considerato dall’alta società inglese come il “pecoraio australiano”, riesce grazie ad una squadra affiatata a stravolgere le regole del gioco, cambiando di fatto e per sempre il mondo giornalistico, gettando le basi dell’informazione attuale. Ma come dice lui stesso, sono solo affari…..  

    Qui gli altri articoli del blog.

  • TFF 2026: Ambra angiolini condurrà la serata d’apertura del 44°Torino film Festival

    TFF 2026: Ambra angiolini condurrà la serata d’apertura del 44°Torino film Festival

    Ambra Angiolini sarà la conduttrice della serata inaugurale della 44ª edizione del Torino Film Festival, in programma dal 24 novembre al 2 dicembre 2026.

    L’attrice affiancherà sul palco del Teatro Regio di Torino il direttore artistico Giulio Base per dare ufficialmente il via a una delle manifestazioni cinematografiche più attese dell’anno.

    Un’icona del cinema italiano

    La scelta di Ambra Angiolini riflette perfettamente lo spirito del TFF: unire qualità, versatilità e popolarità. Dagli esordi giovanili fino al successo sul grande schermo — consacrato dal David di Donatello e dal Nastro d’Argento per Saturno contro di Ferzan Özpetek —, l’attrice ha saputo spaziare con naturalezza tra cinema, teatro e TV.

    Nel corso della sua carriera ha collaborato con registi del calibro di Cristina Comencini (Bianco e nero), Paolo Genovese (Immaturi), Massimiliano Bruno (Viva l’Italia) e Michele Placido (7 minuti, La scelta), confermandosi una delle interpreti più poliedriche della sua generazione.

    «Torino è uno dei panorami più belli della mia lunga scarpinata nel cinema e nel teatro. Una città che sa accogliere», ha commentato Ambra Angiolini ringraziando per l’opportunità.

    Soddisfatto anche il direttore artistico Giulio Base, che ha sottolineato il valore dell’artista:

    «Dopo essere diventata fin da giovanissima un volto adorato dal grande pubblico, ha sempre avuto il coraggio di rimettersi in gioco con talento e rigore. È un’artista capace di unire qualità e popolarità, due valori che al Torino Film Festival consideriamo complementari».

    Cosa sappiamo del Torino Film Festival 2026

    La 44ª edizione si preannuncia ricca di appuntamenti. Tra le novità già confermate c’è la retrospettiva dedicata a Marilyn Monroe, icona a cui è intitolato anche il manifesto ufficiale di quest’anno.

    Per scoprire la selezione ufficiale e il programma completo dei film in concorso bisognerà però attendere la conferenza stampa ufficiale, fissata per il 5 novembre a Roma.

    Il Torino Film Festival è realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, con il sostegno del Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.

  • Spider-Man: Brand New Day Review – Tom Holland’s Darkest Chapter Yet

    Spider-Man: Brand New Day Review – Tom Holland’s Darkest Chapter Yet

    Spider-Man: Brand New Day Review – Peter Parker Hits a Darker, More Mature Chapter

    Spider-Man: Brand New Day is the latest entry in Marvel’s web-slinging saga. Tom Holland and Zendaya are back as Peter Parker and MJ, but this time around, the film drops the high-school fun to focus on something much darker: the isolation and heavy sacrifices that come with wearing the mask.

    Spider-Man: brand new day- A Bitter Fresh Start in New York City

    Brand New Day feels like a fresh start, but a bitter one. After No Way Home, nobody remembers who Peter Parker is. MJ (Zendaya) and Ned (Jacob Batalon) have moved on to MIT in Boston, completely oblivious to his existence. Meanwhile, your friendly neighborhood Spider-Man is back on the streets of New York, fighting new threats alone and quietly checking up on his old friends through social media. That’s the core of director Destin Daniel Cretton’s film: pure isolation. Peter has no one left to confide in, and watching Cretton build a story around that overwhelming solitude is easily the best part of the movie.

    Tom Holland in  Spider-Man: Brand New Day

    Growing Up and Losing Control

    Tom Holland gives us a much more mature Peter Parker here. He’s constantly torn between wanting his old life back and doing whatever it takes to keep his loved ones safe. He’s deeply scarred by his losses—especially Aunt May (Marisa Tomei)—and that emotional baggage actually starts messing with his powers. As Peter hits adulthood, his body undergoes unpredictable mutations: severe migraines, sudden rage, and a terrifying loss of control. The clash between his tech-based suit and these raw, biological impulses creates a really interesting dynamic.

    Unlikely Allies and The Punisher’s Return

    To deal with the new threats, Peter has to rely on a mix of old and new faces. Detective Jean DeWolff (Liza Colón–Zayas) and Bruce Banner (Mark Ruffalo) pop up to offer some interesting moral debates on controlling these mutations, though the movie unfortunately doesn’t spend enough time on them. The real highlight, though, is Jon Bernthal’s Punisher. Frank Castle’s ruthless, gun-heavy methods collide head-on with Peter’s strict no-kill rule, leading to some of the best interactions in the film. Ned and MJ don’t get much screen time, but their brief scenes hit hard. MJ has zero memory of Peter, leaving him wondering if they’ll ever have a future together, while his glimpses of Ned are just a sad reminder of the carefree nerd days that are gone for good.

    A Bridge to Avengers: Doomsday

    At 145 minutes, this fourth entry is easily the most grown-up Spider-Man movie yet. It prioritizes character drama over constant action—even if set pieces like the military vehicle chase are genuinely memorable. More than just a reset, it acts as a crucial bridge toward Avengers: Doomsday, introducing a fantastic new villain. The antagonist can jump from body to body, making them completely untouchable and driving Peter into total paranoia about who he can actually trust.

    Final Verdict: Is Spider-Man: Brand New Day Worth Watching?

    Ultimately, Spider-Man: Brand New Day is a solid transition movie. Cretton delivers a battle-tested Peter Parker shaped by grief and forced to grow up fast. By swapping flashy spectacle for raw emotion, the film drops a simple truth: even superheroes can’t carry the weight of the world on their own.

    (And as usual for Marvel, stick around for the post-credits scene!)

  • Gran Paradiso Film Festival: al via la 29°edizione tra cinema, natura e coesistenza

    Gran Paradiso Film Festival: al via la 29°edizione tra cinema, natura e coesistenza

    La cerimonia di apertura del 29° Gran Paradiso Film Festival ha dato l’avvio alle giornate degli incontri e delle proiezioni presso la Maison de la Grivola attraverso i saluti delle autorità presenti che hanno ricordato coma il Festival sia un invito a guardare il mondo con occhi diversi tra il cinema, l’arte, il canto. Un laboratorio vivo di idee, di emozioni e testimonianze; un programma ricco di approfondimenti culturali, eventi , incontri e valorizzazioni del territorio che consente di tenere insieme divulgazione, educazione ambientale e riflessione sul modello di sviluppo delle nostre comunità attraverso il linguaggio universale del cinema, dei documentari e dei cortometraggi.

    Dominio e coesistenza: il tema centrale dell’edizione

    Il tema di questa edizione ha come titolo “Dominio e Coesistenza“, un tema antico quanto la vita stessa e quanto mai attuale. In natura, come nelle società umane, la sopravvivenza non dipende solo dalla forza ma anche dalla capacità di trovare equilibri; comunità, ecosistemi e civiltà condividono la tensione tra conflitto e cooperazione, tra competizione e alleanze, controllo e libertà.

    Attraverso i film in concorso, le mostre e gli incontri il  Festival  proverà a leggere queste dinamiche che intrecciano biologia, geopolitica, etologia e diritto, ambiente, economia, scienza e società e ci condurrà pian piano ad avere una chiave di lettura più ampia, a suggerire domande, a fare introspezione su argomenti come le trasformazioni climatiche, sulle migrazioni, sulle nuove geografie del potere globale e sugli ecosistemi naturali in mutamento.

    La serata inaugurale tra giovani alpinisti, musica e arte

    La serata condotta con grande sensibilità dalla Direttrice Artistica Luisa Vuillermoz e dal Presidente Fondation Grand Paradis Michel Martinet ha introdotto i tre cortometraggi dei 15 giovani ragazzi alpinisti che hanno partecipato alla cordata 4061, con le grandi guide valdostane a guidarli tra bivacchi, creste e ghiacciai; i corti hanno promosso la scoperta dei territori montani sia come luogo di condivisione con amici sia come spazio in cui “perdersi”per godersi la pace e la bellezza dei paesaggi. L’intervento musicale di Fabien Lucianax con “Le fils de la montagne” e lo svelamento dell’opera artistica di Donato Savin “Per aspera ad astra” hanno accompagnato la chiusura della prima parte dell’inaugurazione. 

    Le chant des Forêts apre il concorso internazionale

    Le Chant des Forêts ha dato il via alla sezione concorso internazionale della 29 edizione del Gran Paradiso Film Festival. Il film del regista francese Vincent Munier, che ha vinto il premio César per il miglior documentario, è una lettera d’amore alla natura e un monito per quello che stiamo gradualmente perdendo nella totale indifferenza. Nel cuore della foresta Vincent, suo padre e il figlio osservano e documentano l’ambiente che li circonda. Il silenzio è rotto dai suoni e dai rumori degli animali, presenze quasi invisibili  che ci circondano e ci osservano. Le Chant des Forêts è un viaggio sensoriale poetico che attraverso le esperienze di Vincent e di suo padre Michel fa vivere allo spettatore la sensazione di essere li con loro ad osservare la vita di un ecosistema che il cambiamento climatico mette a dura prova: la foresta. 

    In questa cornice di straordinaria bellezza naturale, il Gran Paradiso Film Festival rinnova la sua missione: invitare ognuno di noi a riconoscere la compresenza di tutti gli esseri viventi, riscoprendo il valore e il rispetto per la natura che ci circonda.

  • Recensione Spider-Man: Brand New Day

    Recensione Spider-Man: Brand New Day

    Spider-Man: Brand New Day è il nuovo capitolo della saga Marvel dedicata all’uomo ragno, in uscita il 29 luglio nelle sale italiane. Tom Holland e Zendaya tornano ad interpretare i rispettivi ruoli di Peter Parker e MJ in un film incentrato sull’introspezione e sulle rinunce che i super eroi compiono per rivestire questo ruolo. 

    La trama di Spider-Man: Brand New Day: l’isolamento di Peter Parker

    In Spider-Man: Brand New Day è l’alba di un nuovo giorno, o almeno sembra esserlo. Dopo gli eventi di No way Home nessuno ricorda chi sia Peter Parker: Mj (Zendaya) e Ned (Jacob Batalon) hanno proseguito gli studi universitari presso il MIT mentre l’amichevole Spider-Man di quartiere continua a dedicare la sua esistenza a combattere il crimine dalle nuove minacce che colpiscono la città e contemporaneamente si tiene aggiornato sulle vite dei suoi vecchi amici tramite i social network. Il fulcro della narrazione di questo film è proprio l’isolamento di Peter: non ha più nessuno con cui confidarsi e con cui condividere la responsabilità di essere Spider-Man. Il peso della sua doppia vita è per lui sempre più pressante ed è interessante come il regista Destin Daniel Cretton tenti di ricostruire il personaggio partendo da questi sentimenti. 

    Tom Holland nel film Spider-Man: Brand New Day

    Una mutazione tra tecnologia e istinto animale

    Tom Holland in Spider-Man: Brand New Day interpreta un personaggio molto più maturo rispetto ai precedenti capitoli, in bilico tra il desiderio di confidare alle persone a lui più vicine la verità e il costante desiderio di proteggere gli altri. Spider-Man è conscio di ciò che ha perso, in particolare la figura di zia May (Marisa Tomei), e questi cambiamenti, uniti ai conflitti interiori, si riflettono anche sui suoi poteri da super eroe. I ragni infatti si trasformano con il passaggio all’età adulta e Peter sviluppa delle mutazioni che comportano forti emicranie, scatti di rabbia e perdita di controllo. La parte “organica” si scontra con quella tecnologica, creando una dicotomia interessante tra controllo umano e istinto animale. 

    La crisi d'identità in Spider-Man: Brand New Day

    Spider-Man Brand New Day: nuovi alleati e vecchie conoscenze

    Per fronteggiare le minacce crescenti Spider-Man in questo film può contare su nuovi e vecchi alleati: in particolare spiccano la detective Jean DeWolff (Liza Colón-Zayas) e Bruce Banner (Mark Ruffalo), le cui scene offrono interessanti spunti etici sul controllo della mutazione che purtroppo non vengono approfonditi. I momenti con The Punisher (Jon Bernthal) sono quelli più irriverenti perché si crea un bel connubio tra i due personaggi: il contrasto tra l’approccio irriverente e armato di Frank Castle si scontra con  il fermo rifiuto della violenza da parte di Peter.

    Ned e Mj invece compaiono poco a schermo, tuttavia offrono momenti di riflessone a Peter mostrandogli una vita che non esiste più: i suoi sentimenti per Mj sono immutati, ma la ragazza non conserva più alcun ricordo di lui, portando il ragazzo a chiedersi se sarà mai possibile recuperare il loro rapporto. Con Ned invece ripensa con amarezza ai momenti spensierati da “nerd” che hanno condiviso e che non torneranno più. 

    Spider-Man e Punisher

    Spider-Man: Brand New Day: Un ponte verso Avengers: doomsday

    Questo capitolo di Spiderman è senza dubbio il più maturo dei quattro, che dedica i 145 minuti della sua durata all’introspezione rispetto che all’azione, anche se alcune sequenze, come quella dell’inseguimento del mezzo militare sono memorabili. Questo capitolo più che essere un nuovo giorno è un ponte tra gli eventi passati e quelli futuri di Avengers: Doomsday, che introduce nuovi personaggi e offre un antagonista davvero riuscito: la sua capacità di trasferirsi da un corpo all’altro fa si che sia onnipresente e intangibile al tempo stesso, impedendo a Peter di fidarsi delle persone che lo circondano. 

    Tom Holland nel film Spider-Man: Brand New Day

    Recensione Spider-Man: Brand New Day, il verdetto finale

    Spider-Man: Brand New Day si rivela un ottimo capitolo di transizione, capace di portare sul grande schermo un Peter Parker segnato dal passaggio all’età adulta. Cretton predilige soffermarsi sull’esplorazione del dolore e della solitudine rispetto alla spettacolarità. Con questa scelta, il regista rimarca la necessità, persino per gli eroi, di non affrontare tutto da soli e di sapersi affidare agli altri, ricordandoci come anche gli eroi debbano fare i conti con la fragilità umana.

    Come da tradizione Marvel rimanete in sala per la scena post-credit.

    Spider-Man: Brand New Day

    2026

    Destin Daniel Cretton

    145’min

    Azione, Avventura

    USA

    Marvel Studios, Columbia Pictures

    Eagle Pictures

    Tom Holland, Zendaya, Mark Ruffalo, Sadie Sink, Jacob Batalon

    2026

  • Sestriere Film Festival e Cinema Sportivo 2026: il programma

    Sestriere Film Festival e Cinema Sportivo 2026: il programma

    Festival Internazionale del Cinema Sportivo (21-25 Luglio 2026)

    Organizzato dall’Associazione Cinema e Arte, il Comune di Sestriere, il Consorzio Turismo Sestriere con il contributo del Consiglio Regionale del Piemonte, il patrocinio della Città metropolitana di Torino e Regione Piemonte,  l’evento dedicato al  Festival Internazionale del Cinema Sportivo del Sestriere è in programma per il secondo anno dal 21 al 25 luglio 2026  presso la Sala cinematografica Fraiteve, la prestigiosa Casa Olimpica e il bar QB di Sestriere.

    Tra realtà e cinema, tra vita e finzione, lo sport rappresenta sempre una grande passione per l’attività fisica dove le suggestioni delle immagini in movimento creano una manifestazione ricca di emozioni che danno vita a cortometraggi e  film  giunti in concorso.

    I premi e i valori al centro della manifestazione

    Il Festival premierà i talenti capaci di trasmettere emozioni attraverso le immagini dello sport; l’edizione si aprirà con la serata inaugurale di presentazione e si concluderà con il Gran Galà dello Sport durante il quale verranno consegnati i premi ai registi vincitori ed agli ospiti presenti.

    Oltre  alla competizione cinematografica verrà presentato un concorso fotografico che presenterà al pubblico alcuni scatti di gesti atletici di particolare intensità espressiva e inoltre saranno assegnati riconoscimenti a protagonisti del mondo dello sport, di società sportive e federazioni.Tutte le iniziative proposte sono ad ingresso libero ed hanno come obiettivo la celebrazione dello sport e dei suoi valori come la dedizione, la lealtà, il rispetto degli avversari e delle regole.

    Il Festival rappresenta l’unico appuntamento italiano che, attraverso il cinema, presenta film da tutto il mondo, dedicati allo sport tramite l’invio di una bando internazionale e aggiunge valore al territorio di Sestriere, di Torino e del Piemonte già protagonisti da anni ai massimi livelli internazionali nell’organizzazione di eventi sportivi.

    L’evento patrocinato dalla Commissione Europea, dalla Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Automobile Club Torino, Gruppi Sportivi Fiamme Gialle, Csain(Centri Sportivi Aziendali e industriali).

    La conferenza stampa del Sestriere Film Festival 2026 presso il Museo del Cinema di Torino

    Il programma delle proiezioni e i premi speciali

    I giurati hanno esaminato ben 1435 film provenienti da 37 nazioni diverse, selezionando le 7 opere finaliste; per il concorso fotografico, invece, tra le 93 proposte arrivate da tutta Italia, i commissari ne hanno ammesse solo 14 alla fase finale.

    L’apertura ufficiale è prevista per il 21 luglio alle 21.00 presso il Cinema Fraiteve con il film fuori concorso Il tempio della velocità, seguirà il 22 luglio alle 21.00 con Cent’anni di moto Guzzi, il 23 luglio proiezione film in concorso Maratona Film Sport, il 24 luglio il film fuori concorso Nino Benvenuti una leggenda italiana e il 25 luglio alle ore 11 presso la Casa Olimpia si terrà la premiazione degli atleti militari e registi e a seguire il Premio Sestriere Sport Awards 2026 a Costantino Rocca, la leggenda del golf italiano.

    Sestriere Film Festival 2026: cinema, cultura e grandi imprese nel cuore delle Alpi

    Dal 1° al 9 agosto 2026, Sestriere torna a trasformarsi nella capitale internazionale del cinema d’alta quota con la 16° edizione del Sestriere Film Festival. Organizzata dall’Associazione Montagna Italia, la manifestazione si conferma un punto di riferimento unico per alpinisti, registi e appassionati, unendo l’anima sportiva della località piemontese a un ricchissimo circuito di appuntamenti culturali a ingresso libero. L’evento desidera evidenziare l’importanza che la montagna riveste in quanto portatrice di significati di significati quali memoria, lavoro e identità. 

    Il palcoscenico principale è il Cinema Fraiteve – la sala cinematografica più alta d’Europa a 2.035 metri di altitudine – che ogni sera, dalle ore 21.00, ospiterà sullo schermo le opere selezionate per il concorso internazionale. Quest’anno la giuria, presieduta da Piero Carlesi, ha selezionato 17 pellicole tra le oltre 80 pervenute, pronte a contendersi la vittoria e ad arricchire la Cineteca del Festival.

    Scena del documentario The Quest Everest proiettato al Sestriere Film Festival 2026

    I capolavori sul grande schermo

    The Quest Everest di Alex Harz: una pellicola straordinaria che va ben oltre il racconto della classica scalata. Harz immerge lo spettatore nella cultura locale di Katmandu e restituisce profonda dignità al ruolo e alla spiritualità degli sherpa, figure che la narrazione confina spesso a semplice folklore.

    L’ultima spedizione della regista Eliza Kubarska: il documentario indaga sul mistero della scomparsa di Wanda Rutkiewicz, icona dell’alpinismo femminile mondiale, seguendone le tracce fino alle vette del Kanchenjunga per esplorare la forza e i segreti della sua ultima, drammatica impresa.

    Eventi speciali, scienza e spiritualità

    Il programma del Sestriere Film Festival non si limita alle proiezioni, ma offre un fitto calendario di incontri ed eventi collaterali divisi in tre sezioni. Inaugurazione in musica: la serata del 1° agosto sarà impreziosita dal concerto della celebre Fanfara della Brigata Alpina Taurinense. Scienza e ambiente: mercoledì 5 agosto si terrà un focus sull’inquinamento luminoso in collaborazione con il GAL EVV, accompagnato dal cortometraggio Starlight – è notte: riabitua i tuoi occhi, per sensibilizzare sulla salvaguardia degli ecosistemi notturni alpini. Cultura tibetana: dal 4 al 7 agosto, in collaborazione con il Centro Studi Buddhisti Giang Ciub, due monaci buddhisti tibetani realizzeranno dal vivo un Mandala Sacro della Pace presso Casa Olimpia, con il tradizionale rito dello scioglimento previsto per il tardo pomeriggio del 7 agosto.

    Fotografia, letteratura e territorio

    Grande spazio anche alle altre arti con la conferma delle trenta immagini finaliste del concorso fotografico Spirit of the Mountain – che possono essere votate direttamente dal pubblico – e con la seconda edizione del Premio Letterario Internazionale “Racconti di montagna-Sestriere Film Festival 2026”, organizzato dall’Associazione Montagna Italia in collaborazione con il Centro Studi Cultura e Società che quest’anno ha visto una sezione speciale dedicata a Sestriere e ben 16 racconti selezionati tra i 98 giunti in segreteria.

    Per chi vuole vivere la montagna in prima persona, dal 2 al 9 agosto torna l’iniziativa gratuita “Cammina con il Festival”: otto escursioni mattutine guidate per esplorare i sentieri adiacenti al Colle. Il gran finale è previsto per domenica 9 agosto a 2.300 metri di quota presso il Rifugio Alpette con il concerto “Vanoni Vive”, un tributo a Ornella Vanoni eseguito dal soprano Silvia Lorenzi.

  • Mostra Gillo Pontecorvo a Torino: alla Mole Antonelliana un viaggio nel cinema civile

    Mostra Gillo Pontecorvo a Torino: alla Mole Antonelliana un viaggio nel cinema civile

    A vent’anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo e a sessant’anni dallo storico Leone d’Oro assegnato a La battaglia di Algeri, il Museo Nazionale del Cinema di Torino celebra il regista con una mostra senza precedenti. Dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027, la Mole Antonelliana ospiterà “Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra“, un’esposizione immersiva curata da Mauro Genovese con Caterina Massignani. Un viaggio nel cuore del cinema civile che ridefinisce il rapporto tra memoria storica e linguaggio visivo.

    L’ARCHIVIO PONTECORVO: DENTRO IL LABORATORIO CREATIVO DEL MAESTRO

    Il fulcro dell’evento è lo straordinario patrimonio dell’Archivio Gillo Pontecorvo, donato dalla famiglia al Museo piemontese e oggi considerato uno dei fondi documentari più importanti del cinema italiano.

    Per la prima volta, cinefili e visitatori potranno accedere a materiale in larga parte inedito e digitalizzato per l’occasione: appunti di lavoro, sceneggiature, corrispondenze e materiali preparatori. Come sottolineato da Stefano Boni, conservatore capo del Museo, la mostra svela il metodo rigoroso con cui Pontecorvo costruiva le sue opere, evidenziando il costante dialogo tra la ricerca estetica e l’impegno sociale.

    Mostra Gillo Pontecorvo Torino: LE GRANDI “BATTAGLIE” CHE HANNO SEGNATO IL NOVECENTO

    La narrazione espositiva si snoda attraverso i conflitti ideologici e storici vissuti e raccontati dal regista: dalla lotta partigiana (vissuta in prima persona) alla memoria della Shoah, fino alle lotte di liberazione dei popoli colonizzati.

    Al centro della mostra svetta, naturalmente, La battaglia di Algeri (1966), pietra miliare del cinema mondiale capace di influenzare generazioni di autori, come Paul Thomas Anderson in Una battaglia dopo l’altra. Accanto a questo capolavoro, l’esposizione offre alcuni focus dedicati ad altre pellicole fondamentali come Giovanna (1955), Kapò (1960) e Queimada (1969).

    Mostra Gillo Pontecorvo Torino

    IL SODALIZIO CON MORRICONE, SOLINAS E L’INCONTRO CON MARLON BRANDO

    Pontecorvo non ha mai lavorato in isolamento. La forza del suo cinema risiede anche in una straordinaria rete di relazioni umane e artistiche, che la mostra ripercorre con grande sensibilità. Al centro di questa galassia creativa c’è sicuramente il sodalizio leggendario con Ennio Morricone, le cui colonne sonore non erano un semplice accompagnamento, ma una voce narrante capace di amplificare a dismisura la tensione drammatica delle inquadrature.

    Altrettanto viscerale fu l’intesa con Franco Solinas: insieme, regista e sceneggiatore hanno condiviso una visione militante e civile del grande schermo, traducendola in sceneggiature affilate come lame, capaci di sezionare i meccanismi spietati del colonialismo e del potere. Una potenza di scrittura che attirò persino Marlon Brando; la stella hollywoodiana decise di sposare la causa di Queimada, regalando al pubblico una delle sue interpretazioni più tormentate e magnetiche nei panni dell’ambiguo agente Sir William Walker.

    Ma la costellazione di collaboratori non si ferma qui: l’esposizione celebra anche i legami profondi con figure del calibro di Giuliano Montaldo, il poeta Pablo Neruda e Yacef Saadi, l’ex comandante del Fronte di Liberazione Nazionale algerino che accettò di co-produrre La battaglia di Algeri e di interpretare se stesso, donando all’opera quella indimenticabile, bruciante impronta di autenticità storica.

    Mostra Gillo Pontecorvo Torino: IL LEONE D’ORO ORIGINALE ESPOSTO PER LA PRIMA VOLTA

    L’eccezionalità dell’evento torinese è coronata da un prestito di straordinario valore: grazie alla famiglia Pontecorvo, il pubblico potrà ammirare per la prima volta dal vivo il Leone d’Oro originale vinto alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1966.

    Più che un premio, si tratta di un simbolo eterno di un cinema che non ha mai smesso di interrogare il presente e di dialogare con le nuove generazioni. La mostra sarà accompagnata da una speciale rassegna cinematografica al Cinema Massimo e da iniziative didattiche pensate per le scuole, per mantenere vivo il legame tra i giovani e la grande storia del nostro cinema.

  • The Odyssey di Christopher Nolan: la recensione

    The Odyssey di Christopher Nolan: la recensione

    A distanza di tre anni dal successo di Oppenheimer, Christopher Nolan torna dietro la macchina da presa per misurarsi con il mito: The Odyssey, un viaggio visivo che reinterpreta il poema epico di Omero. Con una durata di quasi tre ore e un cast eccezionale (Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Charlize Theron, Robert Pattinson, Samantha Morton e Zendaya), il film uscirà nelle sale italiane il 16 luglio, distribuito da Universal Pictures.

    The Odyssey: la trama del film

    The Odyssey segue la storia di Ulisse e del suo travagliato viaggio di ritorno in patria. Il protagonista, interpretato magistralmente da Matt Damon, è salpato da Itaca per aiutare Agamennone nella guerra contro Troia, lasciando la moglie Penelope (Anne Hathaway) come reggente al trono e un figlio in fasce, Telemaco (Tom Holland). Dopo dieci anni la guerra viene vinta grazie al celebre cavallo di Troia, un arguto stratagemma che permette di ribaltare le sorti della battaglia e di garantire l’accesso alla città da parte dell’esercito greco, altrimenti inespugnabile. L’Odissea segue il viaggio di ritorno dell’eroe a Itaca, ignaro che in sua assenza anche la tranquilla vita a palazzo si sia trasformata in una battaglia di sopravvivenza quotidiana contro i Proci, gli aspiranti pretendi al trono, guidati da Antinoo (Robert Pattinson).

    Anne Hathaway e Tom Holland in una scena di Odyssey di Christopher Nolan
    Anne Hathaway e Tom Holland a Itaca in Odyssey di Christopher Nolan

    La narrazione non lineare e la dilatazione del tempo

    La particolarità di The Odyssey è quella di seguire una narrazione non lineare: la trama è ricca di flashback e di vere e proprie storie nelle storie, portando ad una dilatazione del tempo che ricorre sovente nella filmografia di Nolan. Il poema epico è incentrato intorno alle figure di Ulisse e di Telemaco. Mentre il viaggio di ritorno del padre si trasforma in un’epopea, il figlio, ormai adulto, continua a vivere nella speranza che Ulisse sia ancora vivo. È proprio questo sentimento ad alimentare la sua resistenza contro i malvagi Proci e a fronteggiare la minaccia di una crescente crisi a Itaca che rischia di compromettere la sua figura e quella di sua madre: la devota moglie di Ulisse subisce pressioni quotidiane affinché sposi un pretendente che reputi degno rinunciando all’improbabile idea che suo marito possa fare ritorno. 

    Robert Pattinson In Odyssey di Christopher Nolan
    Robert Pattinson è Antinoo in Odyssey di Christopher Nolan

    The Odyssey: La sacralità dell’ospite e la rinascita spirituale

    Gli intrecci della trama si sviluppano con fluidità e naturalezza intorno ad un tema molto caro alla civiltà greca: la sacralità dell’ospite. Tutta la società rispettava la Legge di Zeus, secondo la quale gli Dei potevano mimetizzarsi come forestieri per mettere alla prova gli anfitrioni. La violazione di tale codice era considerata un atto empio e disonorevole che porta all’esilio ed è il motivo per cui i Proci sono una costante spina nel fianco per Penelope e Telemaco. 

    Inoltre anche il tema del viaggio assume valori che vanno oltre il significato classico: nel poema di Omero il ritorno a casa simboleggia anche una rinascita spirituale costellata di sfide per essere considerato degno della ricompensa. Nella celebre sequenza del canto delle sirene, Ulisse non cede alle vane promesse sui sogni ma prova una forte disperazione nel realizzare quanto la guerra di Troia gli abbia sottratto a livello umano. 

    Il cast in una scena del film
    Center L to R: Jimmy Gonzales is Cepheus, Matt Damon is Odysseus and Himesh Patel is Eurylochus in THE ODYSSEY, written, produced, and directed by Christopher Nolan.

    The odyssey: le battaglie in formato Imax

    In The Odyssey, Christopher Nolan lascia ampio spazio anche alle sequenze di azioni e alle battaglie: lo scontro con il ciclope Polifemo offre momenti di tensione e spaesamento dovuti all’immensità della creatura, che seppur dotata di un solo occhio si dimostra un avversario ostico; l’incontro con i giganti Lestrigoni offre fasi d’impatto grazie alle schermaglie corali e alla resa visiva del formato IMAX con cui è stato girato il film. 

    Le fasi finali della guerra di Troia vengono invece ricostruite attraverso diversi flashback che aggiungono di volta in volta dettagli crudi sulla brutalità della natura umana e sul sentimento di rabbia logorante, amplificato dopo dieci anni di stallo. 

    La caduta di Troia in Odyssey di Christopher Nolan
    La caduta di Troia in Odyssey di Christopher Nolan

    Il ruolo della donne: Penelope, calipso e Atena

    Nel film il ruolo della donna svolge un’importanza cruciale: Penelope è una moglie devota che si rifiuta di abbracciare l’idea che suo marito sia morto. In sua assenza cresce con sani e giusti valori il figlio Telemaco e ingannando i Proci con il celebre stratagemma della tela che disfa in segreto durante la notte.

    Calipso (Charlize Theron) e Atena (Zendaya) sono invece le guide di Ulisse: la prima sebbene in principio tenda a soggiogarlo con i fiori di Loto per alleviare la sofferenza della sua mente, lo aiuta ad affrontare i dolorosi ricordi che il protagonista ha deciso di dimenticare; la seconda invece appare nelle sue visioni come proiezione della sua mente, guidandolo nei momenti chiave o quando necessita maggiormente di aiuto, sostenendolo nella sua rinascita spirituale e preparandolo all’agognato ritorno a casa. 

    Matt Damon e Zendaya in una scena del film
    Matt Damon is Odysseus and Zendaya is Athena in THE ODYSSEY, written, produced, and directed by Christopher Nolan.

    Conclusioni: un viaggio epico incredibile

    Christopher Nolan con The Odyssey firma un blockbuster autoriale in cui l’epica prende vita grazie ad una resa visiva mozzafiato. Ulisse non è solo il generale più intelligente di Agamennone, ma è un uomo spezzato dalla guerra e gravato dal peso della sua stessa intelligenza. La vittoria percepita come giusta si trasforma in un lunghissimo periodo di transizione nel quale emergono le ferite del suo animo: la lontananza da casa, dalla famiglia e dalla sua terra. La morte e la distruzione a cui ha assistito lo hanno segnato profondamente, mostrandogli la crudeltà di un mondo in balia del volere degli dei dove gli esseri umani sembrano marionette nelle loro mani. Ulisse  prima di tornare a vivere deve abbracciare i suoi fallimenti come uomo e accettare sè stesso.  In questo epico racconto Nolan ci ricorda come il viaggio più difficile sia quello dentro noi stessi. 

    The Odyssey

    2026

    Christopher Nolan

    172 min

    Epico, Avventura, Azione

    USA / UK

    Syncopy Inc.; Universal Pictures

    Universal Pictures

    Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Robert Pattinson, Charlize Theron, Zendaya

    2026

  • Gran Paradiso Film Festival 2026: Programma e Ospiti

    Gran Paradiso Film Festival 2026: Programma e Ospiti

    Gran Paradiso Film Festival 2026: Natura, Cinema e Grandi Spunti di Riflessione

    Il cinema naturalistico non è mai stato una semplice finestra documentaristica sul mondo, e la nuova edizione del Gran Paradiso Film Festival sembra volerlo dimostrare con una forza straordinaria. Dal 27 luglio al 9 agosto 2026, lo splendido scenario del versante valdostano del Gran Paradiso tornerà a trasformarsi in un enorme laboratorio culturale a cielo aperto con una programmazione che intreccia cinema naturalistico, incontri, arte, memoria, scienza, turismo culturale e partecipazione del pubblico. Organizzato da Fondation Grand Paradis sotto l’ispirata guida artistica di Luisa Vuillermoz, l’evento spegne quest’anno 29 candeline, confermandosi come il terzo festival di cinematografia wildlife più longevo del pianeta.

    Scena del documentario Whispers in the Woods

    Il Tema: Oltre il Semplice Documentario

    Il filo conduttore scelto per il Gran Paradiso Film Festival 2026 è tanto affascinante quanto cruciale: “Dominio e coesistenza“. Non si tratta di una banale celebrazione della bellezza paesaggistica, ma di un viaggio nel cuore delle dinamiche relazionali della natura – preda e predatore, cooperazione e scontro, libertà e controllo – che inevitabilmente finisce per interrogare lo spettatore sul nostro modo di abitare la Terra e cosa significa rispetto del territorio. I numeri, del resto, parlano di un festival in salute e dalla chiara vocazione internazionale: ben 102 eventi complessivi, 80 proiezioni e una selezione durissima che ha visto l’iscrizione di 244 pellicole, con 14 prime nazionali e 3 assolute diffuse tra svariate località della Valle d’Aosta (come Cogne, Introd, Valsavarenche e Villeneuve) e 168 ore di streaming online e 3 mostre. 

    I Grandi Nomi: Dai César agli Oscar

    Per gli appassionati di cinema, il programma dei lungometraggi è semplicemente imperdibile. L’apertura a Cogne è affidata a Le Chant des Forêts del celebre fotografo e regista Vincent Munier, reduce dal trionfo ai César 2026 come Miglior Documentario e dalla Genziana d’oro a Trento. Un’opera visiva magnetica basata sulla pazienza e sull’arte dell’appostamento tra le foreste alsaziane.

    Altrettanto atteso è Pangolin: Kulu’s Journey di Pippa Ehrlich, già premio Oscar per My Octopus Teacher. La regista sudafricana sarà presente a Cogne il primo agosto per raccontare il delicato percorso di un cucciolo di pangolino sottratto al bracconaggio: una storia di cura e rinselvatichimento che esplora con delicatezza ed emozione il legame profondo tra uomo e animale. Ad arricchire la selezione ci saranno altri sguardi unici, dai conflitti uomo-orso di Pericolosamente vicini di Andreas Pichler fino a viaggi straordinari alla scoperta di giaguari, tartarughe e micro-ecosistemi.

    Scena del documentario Pangolin Kulu's Journey proiettato al festival

    Cultura Diffusa e Spazio al Pensiero

    Il festival non si ferma allo schermo. C’è grande attesa per la sezione De Rerum Natura, che trasforma il festival in una vera e propria piazza di pensiero pubblico. Tra gli ospiti di spicco spiccano l’economista Carlo Cottarelli, le grandi figure istituzionali Giuliano Amato e Marta Cartabia, la fisica Fabiola Gianotti (già direttrice del CERN) e lo zoologo Luigi Boitani, che affronterà lo spinoso tema della coesistenza con i grandi predatori, fondamentale proprio per le comunità alpine.

    Non mancherà lo spazio per i talenti locali con il progetto Cordata 4061, incentrato sull’alta quota vista da quindici giovani alpinisti valdostani accompagnati da guide del territorio che hanno vissuto l’esperienza tra bivacchi, creste e ghiacciai del Gran Paradiso trasformandola in tre cortometraggi intensi, e il cortometraggio Prima dell’Aurora di Chiara Zoja, dedicato alla memoria della partigiana Lola. Completano il quadro tre mostre d’arte diffuse sul territorio come quella di Barbara Tutino che presenterà il Cantico della Creature nelle Cappella di Ponte della Tina.

    Gran Paradiso film festival 2026: Come partecipare e votare

    Il pubblico avrà un ruolo attivo: la storica Giuria del Pubblico assegnerà infatti lo Stambecco d’Oro, mentre la sezione GPFF Online consentirà la visione e il voto in streaming dal 2 al 7 agosto. Un appuntamento imperdibile che unisce grande cinema, impegno civile e amore per l’ambiente. Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti a tutti su prenotazione tramite i siti www.gpff.it e www.grand-paradis.it e l’app Visit Gran Paradiso.